2015/11/23: Lettera dell'Arcivescovo al popolo di Dio

Arcivescovo Edoardo Menichelli

Arcivescovo Edoardo Menichelli


Anno pastorale 2015/2016
Edoardo Card. Menichelli
Arcivescovo di Ancona – Osimo
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Il Santo Padre Francesco, più volte durante il suo pontificato, ha invitato tutti a fissare lo sguardo su Dio misericordioso e sulla sua paternità, al fine di diventare noi stessi segno e testimonianza dell’agire di Dio.
“É per questo che ho indetto un Giubileo straordinario della Misericordia, come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti” (Misericordiae vultus n. 3).
Noi tutti vogliamo farci ubbidienti a questa straordinaria idea del Santo Padre e con lui vogliamo impegnarci a rivolgere lo sguardo su Gesù Cristo, il cui volto è visibilità dell’amore del Padre e vogliamo anche ricordare che la Misericordia è più grande di ogni umana debolezza.
Siamo in un tempo in cui la Misericordia non è di moda: non è di moda all’interno della Chiesa, non è di moda nella società civile, non è di moda per ogni singolo battezzato che con scarsa frequenza si accosta al Sacramento della Misericordia.
La Misericordia sembra essere diventata un atto di debolezza: si può anche dire che chi perdona è un debole e uno sconfitto. In realtà chi perdona è colui che ama talmente e che desidera che l’altro, il fratello, il vicino, ritrovi speranza dopo ogni debolezza.
Gesù, allo sguardo dei potenti e dei falsi religiosi del tempo, apparve come il grande sconfitto: in realtà la sua Pasqua, con la quale prese su di sé i peccati del mondo, ridonò all’umanità la strada della vita.
Il Crocifisso ci rivelò il volto del Padre e la sua Pasqua ci rese figli perdonati.
Con buona volontà entriamo in questo percorso di Misericordia godendo del perdono che Dio ci dà e donando il perdono ad ogni nostro fratello.
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Il Giubileo straordinario, secondo le indicazioni di papa Francesco è caratterizzato da alcuni segni particolari che, se vissuti, aiutano a celebrarlo non come una tappa devozionale, ma come un cambiamento di vita.
In questo senso ogni comunità ed ogni battezzato, ma anche ogni uomo e donna di buona volontà, possono fare un cammino che porti pace nella vita e che offra una testimonianza di speranza per tutti.
Vorrei che ognuno di noi comprendesse che il Giubileo non è una debolezza di Dio e della Chiesa, piuttosto un grande tempo dell’amore: l’amore di Dio che in Cristo e per la Chiesa si rivolge verso l’umanità e l’amore di ogni suo figlio che rinnova la propria vita.
La bellezza del Vangelo, la Buona Notizia che è Cristo, è come un cuneo dentro la durezza del cuore umano e dentro la disubbidienza di ogni peccatore. Questo amore sana la ferita del peccato, ricuce una lontananza, ritrova un abbraccio e soprattutto fa nuova la persona.
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I SEGNI DELL’ANNO SANTO
a – La Porta
Essa è immagine di Cristo dal momento che Lui, come ha detto di sé (Gv. 10,9) ha scardinato ciò che impediva l’accesso dei figli al Padre.
Durante l’Anno Santo verrà aperta una Porta Santa e passando per essa è come se all’ingresso ci fosse Gesù Cristo che prende per mano e introduce nel luogo della Misericordia di Dio. Il passaggio della Porta Santa è un atto di fede: non è un superficiale ingresso. Chi passa di lì deve avere davantiil Cristo crocifisso e glorioso.
In diocesi verranno aperte due Porte Sante: nella Cattedrale di Ancona e nella Concattedrale di Osimo. Questo non deve essere letto come elemento di separazione, ma come dono di Grazia per chi vuole sperimentare la bontà misericordiosa di Dio.
b – Il pellegrinaggio
Il Santo Padre Francesco sottolinea che tutta la vita è un grande pellegrinaggio e che ogni persona è in cammino verso l’incontro con Dio.
Ogni pellegrinaggio è faticoso così come lo è quello spirituale: il pellegrinaggio è immagine della conversione.
Ogni pellegrinaggio richiede di sapere la meta, di portare con sé una buona attrezzatura, di camminare con buona volontà e di camminare insieme.
Nel nostro caso, la meta è la Misericordia di Dio; l’attrezzatura è la disponibilità ad accogliere il dono; il camminare con buona volontà è il desiderio di guardare alla propria vita; il camminare insieme è la consapevolezza di essere un popolo di figli e di fratelli amati da Dio. Quanti a livello personale o di gruppo, intendono passare per la Porta Santa sappiano attivare un pellegrinaggio come segno di penitenza.
Suggerisco come pellegrinaggio minimo, per Ancona: la partenza da Santa Maria della piazza o dalla Chiesa degli Scalzi; per Osimo dalla Basilica di san Giuseppe da Copertino. E’ ovvio che il pellegrinaggio può iniziare da ogni singola parrocchia.
Quanti sono impediti dal camminare possono godere ugualmente del passaggio della Porta Santa accompagnati all’ingresso della medesima e aiutati dalla carità dei fratelli.
Il Pellegrinaggio sarà arricchito dalla preghiera personale o comunitaria.
c – Il sacramento della riconciliazione
Viviamo l’Anno della Misericordia come un anno favorevole e sentiamoci destinatari dell’amore di Dio.
Per questo invito i sacerdoti a curare particolarmente la catechesi, la preparazione e la celebrazione di questo sacramento, facendo risaltare in esso la bontà e la Misericordia di Dio.
Ogni Parrocchia (anche modalità interparrocchiale) può pensare a celebrazioni periodiche o comunitarie e ogni sacerdote si senta coinvolto nella sollecitudine pastorale dedicando il tempo all’accoglienza di ogni peccatore.
Stabilisco che oltre alla Cattedrale e alla Concattedrale, la Parrocchia della Misericordia in Ancona, la Parrocchia della Misericordia in Osimo, la Basilica Santuario san Giuseppe da Copertino siano luoghi in cui il Sacramento della Riconciliazione sia ben preparato e celebrato.
In questo caso si può lucrare anche l’indulgenza.
Nei luoghi della sofferenza (ospedali, case di cura, carcere, case di riposo, luoghi di particolare vicinanza a fratelli più deboli e bisognosi di cura) ogni sacerdote aiuti ad aprire il cuore nelle forme più semplici.
Naturalmente questi luoghi sono luoghi di indulgenza.
d – Le opere di Misericordia
Da sempre la Chiesa ha educato tutti a questo, anche se nel tempo, rispetto ad alcune opere di Misericordia, c’è stato un abbandono.
Due espressioni evangeliche occorre tener presenti per celebrare la Misericordia: “L’avete fatto a me” (Mt. 25, 40) e “Va e tu fa lo stesso” (Lc 10,37).
È necessario innanzitutto riprendere una buona catechesi al riguardo: possono essere 14 incontri, nell’arco dell’anno giubilare di approfondimento che ogni Parrocchia può ben organizzare.
Nel contesto sociale e culturale in cui viviamo, molte sono le situazioni in cui la Chiesa è chiamata a testimoniare le opere di amore.
Mi sembra opportuno invitare i sacerdoti, i catechisti e gli insegnanti di religione nelle scuole ad individuare e a proporre gesti concreti di Misericordia.
e – Ventiquattr’ore per il Signore
Fin d’ora mi piace pensare che ci sia accoglimento da parte dell’intera comunità diocesana della proposta di Papa Francesco della celebrazione: “Ventiquattr’ore per il Signore – venerdì 4 e sabato 5 marzo». Questa iniziativa è inserita dentro l’itinerario quaresimale.
f – L’indulgenza
Noi sappiamo che Dio perdona i nostri peccati. Tuttavia è necessario che a questo dono d’amore si risponda con altrettanto amore. In questo contesto va compresa l’indulgenza con cui Dio attraverso la Chiesa raggiunge il cuore dell’uomo che, oltre il perdono, riceve un’ulteriore carità di Dio che fa crescere nell’amore e rinforza nella fedeltà a Lui.
I sacerdoti abbiano la bontà di spiegare bene le ben note condizioni per l’indulgenza tra cui la più importante è la volontà di distaccarsi dal peccato. (cfr. Lettera del Santo Padre 1 settembre 2015)
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Nell’inviare a tutti questa lettera con la quale desidero accompagnare il tempo dell’Anno Santo, sento in me forte la preoccupazione di Pastore di ricordare:
a – la Parola di Dio sia la parola di verità dalla quale ognuno di noi impara la fede, è consolidato nella fede, è aiutato a vivere la fede e nutre la sua preghiera. Come negli anni passati, la diocesi programmerà degli itinerari di spiritualità a partire dalla Parola di Dio.
Suggerisco, tuttavia, che ogni comunità parrocchiale voglia presentare a tutti, itinerari di conoscenza della Parola attraverso la lettura meditata e l’approfondimento condiviso della stessa. Particolarmente utili sono le parabole della Misericordia e gli incontri di Misericordia di Gesù.
b – Senza la Parola di Dio che è Cristo ogni discepolo di Gesù può cadere in una tentazione: separare la Verità dalla Misericordia.
Mi riferisco a due pagine del Vangelo: la donna di Samarìa si accorge che il sesto suo uomo non era suo marito, quando Gesù le svela la sua Verità d’amore e nel cuore della donna nasce la scoperta di una Verità (Gv. 4).
La donna condotta da Gesù perché adultera, scopre di essere perdonata, ma capisce che ha peccato quando Gesù le dice “Nemmeno io ti condanno, va e non farlo più”. (Gv. , 1-11)
La Verità e la Misericordia ci sono offerte da Gesù stesso che ne è la sorgente: Egli è la Verità del Padre; Egli è la Misericordia del Padre.
Come la Verità non è una pietra, così la Misericordia non è un condono.
Sappiamo tutti che la Verità non svende la Misericordia, sappiamo però che la Misericordia fa capire la Verità e rinnova la vita.
c – Sanare un altro conflitto come segno vero della conversione: il conflitto tra giustizia e Misericordia.
Il nostro è un tempo di giustizialisti, di tiratori di pietre, di giustizie interessate. Occorre cambiare, alla luce del Vangelo e celebrare la Misericordia e la giustizia, sotto lo sguardo di Dio.
La giustizia non nasce dal legalismo e la Misericordia non nasce dalla superficialità. É piuttosto necessario che ognuno di noi si riconosca debitore davanti a Dio e che usi verso gli altri lo stesso metodo di Dio.
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A conclusione di questa mia prima lettera per l’Anno Santo consegno due pensieri:
– a – offre il perdono chi ha sperimentato il perdono.
L’amore vero non usa la matematica, non fa la somma dei peccati, piuttosto guarda la persona e la salva.
– b – Invochiamo Maria come Madre di Misericordia, perché essa è madre del Misericordioso.
L’iconografia cristiana rappresenta spesso Maria come colei che sotto il suo manto raccoglie coloro che hanno bisogno dell’amore del Figlio crocifisso e risorto.
Con il suo accompagnamento nessuno abbia paura di Dio.
Tappe dell’itinerario giubilare
1 Apertura Porta Santa
Cattedrale di Ancona – Domenica 13 dicembre: ore 16,00 appuntamento dei pellegrini in Piazza del Senato. Preghiera e pellegrinaggio verso la Cattedrale, ore 16,45 apertura della Porta Santa e Celebrazione Eucaristica.
2 Chiusura dell’Anno civile
Giovedì 31 gennaio ore 16,00 pellegrinaggio da Piazza del Senato, ingresso in Cattedrale attraverso la Porta Santa, canto di ringraziamento (Te Deum) e celebrazione della Santa Messa.
3 Inizio dell’anno
Venerdì 1 gennaio 2016 – Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e Giornata della Pace, ore 16,00 pellegrinaggio da Piazza del Senato, ingresso in Cattedrale attraverso la Porta Santa, canto del Veni Creator e celebrazione della Santa Messa.

4 Epifania

Mercoledì 6 gennaio 2016 Epifania del Signore: Giubileo diocesano delle Famiglie preceduto dal Convegno 3-4 gennaio sul tema: Il Sinodo sulla famiglia: il racconto di due Padri sinodali.
Per il Convegno diocesano e per la celebrazione del Giubileo delle famiglie saranno comunicate le modalità.
Ancona, 22 novembre 2015
N.S. Gesù Cristo Re dell’Universo
Preghiera del Giubileo della Misericordia

«Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo
e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola
che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!

Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto
con il perdono e la misericordia:
fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te,
suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi
rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli
che sono nell’ignoranza e nell’errore:
fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso,
amato e perdonato da Dio.
Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno
di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo
possa portare ai poveri il lieto messaggio
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà
e ai ciechi restituire la vista.
Lo chiediamo per intercessione
di Maria Madre della Misericordia
a te che vivi e regni con il Padre
e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen»