Santa Messa con i volontari della Caritas diocesana

A pochi giorni dal Natale, domenica 20 dicembre, l’Arcivescovo Angelo Spina ha celebrato la Santa Messa nella cattedrale di san Ciriaco per i volontari della Caritas. Tra i presenti Simone Breccia, direttore della Caritas diocesana, suor Settimia e suor Pia della mensa del povero di padre Guido, i volontari dell’associazione Annunziata e delle Caritas parrocchiali.

Commentando il Vangelo dell’Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria, l’Arcivescovo ha sottolineato che «come Maria ha detto “Eccomi”, anche noi siamo chiamati ad aprire la porta del cuore e a dire il nostro sì a Dio. Come ha fatto lei, ognuno ripeta nel suo cuore: “Signore quando vuoi tu, come vuoi tu, dove vuoi tu”. Consegniamoci a Lui. Quando accogliamo nella nostra vita e nel nostro cuore il Signore, la nostra vita si traduce subito in azione di amore. Quanti fratelli invisibili nella nostra società, soprattutto durante questa pandemia, chiedono cibo, abiti e accoglienza. Grazie per quello che fate, nell’altro vedete il volto di Gesù. È bene fare il bene e farlo bene, per amore di Gesù. Non è facile in tante situazioni poter intervenire, ma coraggio andate avanti. I poveri sono la via del Paradiso, perché come ha detto Gesù: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere…In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Non siamo quindi noi che facciamo qualcosa per i poveri, sono loro la via che ci indicano se stiamo camminando nella direzione giusta, verso il Paradiso».

Simone Breccia, direttore della Caritas diocesana, ha sottolineato che «sta terminando un anno difficile in cui tutti ci siamo riscoperti più fragili e molti, purtroppo, anche poveri. Nonostante questa pandemia, i limiti che abbiamo vissuto e la tentazione di pensare prima di tutto a noi stessi, il 2020 è stato un anno in cui abbiamo riscoperto come vivere in pienezza la fede e l’essere cristiani, stando attenti agli altri. Nell’oscurità si sono accese tante luci e abbiamo visto tante mani tese nei confronti delle persone in difficoltà. Questo 2020 è stato ed è dunque un’occasione di crescita e conversione: dentro la tempesta come cristiani siamo chiamati ad essere testimoni di speranza».

La Caritas diocesana ha cercato di essere attenta ai nuovi bisogni e ha creato «un fondo di prossimità nell’emergenza, per le famiglie e le persone in difficoltà. Attraverso gli empori della solidarietà (Ancona, Osimo e Falconara) e i centri di ascolto c’è stata una grande attenzione nei confronti dell’altro. Solo attraverso gli empori, sono stati distribuiti nel 2020 oltre 190mila euro di prodotti. Inoltre anziché cedere alla tentazione di chiuderci in noi stessi, abbiamo mantenuto lo sguardo aperto sul mondo e abbiamo portato avanti il gemellaggio della nostra Arcidiocesi con la diocesi dell’Alto Solimoes in Amazzonia, nata circa un anno fa». Anche quest’anno, la terza domenica di Avvento (13 dicembre) è stata dedicata, a una raccolta fondi per sostenere le spese per la formazione sacerdotale di tre seminaristi presso l’lstituto Teologico di Manaus: Gemilson, Adelson e Alex. Inoltre la Caritas diocesana ha aderito al progetto A.P.R.I. (accogliere-proteggere promuovere-integrare) che consiste nell’accoglienza per un periodo di sei mesi di ragazzi che hanno già ottenuto il permesso di soggiorno. Attualmente due famiglie stanno accogliendo due ragazzi. Lamin e Angelo.

Per quanto riguarda le mense, quella della Caritas diocesana presso il Centro Ferretti e la mensa del povero di padre Guido, Simone Breccia spiega che «hanno registrato nel 2020 un notevole incremento. I numeri sono esplosi durante la prima ondata della pandemia: da 30 pasti per cena, siamo passati a 60-70 pasti, da 70 pasti per pranzo siamo arrivati anche a 100 pasti. Dopo l’estate le richieste sono aumentate, con una difficoltà ulteriore: i pasti sono solo da asporto perché nei locali delle due mense non è possibile consumare il pasto nel rispetto delle normative. Allora queste due realtà, guidate dalla Caritas diocesana, in accordo con il Comune di Ancona, hanno fatto partire un progetto che è stato finanziato dalla Fondazione Cariverona e che permetterà di aprire mercoledì una nuova mensa temporanea in una tensostruttura, dove più di 50 persone potranno mangiare a pranzo e a cena, seduti e al caldo. Per le altre persone continuerà ad essere disponibile il pasto da asporto».

 

Fotogallery