Consiglio pastorale diocesano: confronto sulle priorità pastorali del documento “Lievito di pace e di speranza”

Il Consiglio pastorale diocesano si è riunito per condividere quanto emerso dalla Terza Assemblea sinodale (25 ottobre a Roma) e dalla 81ª Assemblea generale della Cei (17-20 novembre ad Assisi) e per riflettere sul cammino che la Chiesa diocesana è chiamata a compiere dopo l’approvazione delle proposizioni. Venerdì 28 novembre a Camerano, presso il ristorante “Il Girasole” , Mons. Angelo Spina ha guidato il momento iniziale di preghiera e ha ripercorso le tappe del Cammino sinodale nella nostra Arcidiocesi, iniziato nel 2021.

Dopo la lettura di una parte dell’intervento pronunciato ad Assisi dal presidente della Cei, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, l’Arcivescovo ha ricordato che «il cammino sinodale delle Chiese in Italia è iniziato nel 2021. Nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo è stata costituita una equipe sinodale con due referenti diocesani: Lucia Panzini e Daniele Sandroni. I primi due anni sono stati dedicati alla fase narrativa, fatta di ascolto verso l’alto e verso l’altro e di discernimento spirituale. Nella nostra Arcidiocesi sono state ascoltate oltre 5mila persone. È seguita la fase sapienziale 2023-2024, periodo di discernimento spirituale in cui le comunità cristiane hanno riletto le narrazioni emerse nelle fasi precedenti, per discernere cosa lo Spirito Santo dice attraverso il “senso di fede del popolo di Dio”.

Si è arrivati all’ultima fase, quella profetica, e siamo nel 2025. Tutto ciò che è giunto dal popolo di Dio, dalla base, è stato messo insieme nelle proposizioni che sono state messe a votazione nell’Assemblea sinodale di fine marzo-inizio aprile. In quell’occasione è stata rinviata l’approvazione del documento di sintesi con le proposizioni, in quanto andavano formulate in modo diverso e collocate in una adeguata cornice. L’Assemblea sinodale che si è tenuta a Roma lo scorso 25 ottobre ha votato il documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia “Lievito di pace e di speranza”, con le 75 proposizioni. Sono state votate l’introduzione, la prima, la seconda e la terza parte. Il voto generale sull’intero documento di sintesi ha visto 809 votanti, con 781 favorevoli e 28 contrari».

L’Arcivescovo ha spiegato anche che «l’81ª Assemblea dei Vescovi che si è tenuta ad Assisi ha deliberato la ricezione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia “Lievito di pace e di speranza”, con i suoi orientamenti e le sue proposte. I Vescovi si sono assunti l’impegno con le Chiese locali e collegialmente come Conferenza episcopale Italiana, a continuare a camminare insieme cercando modi e tempo per dare concretezza agli orientamenti e alle proposte emersi in questi anni. Come previsto dal regolamento del Cammino sinodale (art.18) giunge a compimento la fase del “Cammino sinodale 2021-2025”, con il conseguente scioglimento di tutti gli organismi sinodali finora operativi. Viene affidato al Consiglio Permanente e al gruppo di lavoro dei Vescovi, costituito dalla Presidenza su mandato del Consiglio Permanente stesso, il compito di indicare percorsi di studio e approfondimento per il discernimento degli orientamenti e delle proposte del documento di sintesi, in particolare quelle rivolte alla Cei».

Durante la riunione, sono state quindi condivise le priorità pastorali emerse dal documento di sintesi.

  • Fede vissuta e fede trasmessa: rivedere le attuali forme di trasmissione della fede, soprattutto ai più giovani, che non paiono più adatte e puntare sulla formazione permanente dell’intero popolo di Dio, non dando per scontata la fede neppure in chi frequenta normalmente gli ambienti ecclesiali.
  • Impegno socio-caritativo: far sì che il vasto impegno caritativo-sociale sia radicato nella fede cristologico-trinitaria e in una reale appartenenza ecclesiale, evitando al contrario che fede e appartenenza diventino estranee alla testimonianza e all’impegno concreti.
  • Ministeri battesimali: istituire nuovi ministeri, oltre a quelli già attualmente previsti, per favorire una reale corresponsabilità di tutti i battezzati.
  • Sinodalità e collegialità: individuare modalità per articolare meglio il lavoro delle Conferenze Episcopali Regionali e quello della Conferenza Episcopale Italiana per favorire una sinergia e un collegamento reali tra i due livelli.
  • Riconfigurazione della Chiesa nel territorio: rispondere all’urgenza di riconfigurare le comunità cristiane perché siano, in questo nostro tempo, luoghi di autentica esperienza ecclesiale e ricercare dei criteri per l’eventuale accorpamento di Diocesi.
  • Strutture e amministrazione: immaginare modi nuovi di gestire e amministrare le strutture a disposizione.

È seguito un momento di condivisione, durante il quale i membri del Consiglio pastorale diocesano hanno sottolineato alcuni aspetti significativi: il ruolo della comunicazione della Chiesa, la responsabilità dei battezzati e la necessità di proseguire il cammino con lo stile sinodale, valorizzando i piccoli gruppi e la conversazione nello Spirito. «Il cammino sinodale non è un documento da scrivere, – ha aggiunto l’Arcivescovo – ma uno stile che dobbiamo imparare sempre più e portare avanti».

L’incontro si è concluso con la cena e un momento di condivisione fraterna, in cui i presenti hanno potuto continuare il dialogo in un clima semplice e familiare. Attorno alla tavola, tra un piatto e l’altro, sono emerse ulteriori riflessioni, ma soprattutto il desiderio di proseguire insieme il cammino con serenità e fiducia.

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