Il 31 gennaio, festa di San Giovanni Bosco, la comunità salesiana si è riunita nella palestra accanto alla Chiesa della Sacra Famiglia, per vivere un pomeriggio di festa e fraternità e partecipare alla Santa Messa presieduta da Mons. Angelo Spina. I bambini e i ragazzi che ogni giorno frequentano l’oratorio hanno preso parte a numerose attività: tornei di calcio a 5, ping pong, biliardino, Fifa25, la merenda offerta dal gruppo “Mamma Margherita”, la tombola e, a conclusione, la celebrazione eucaristica, durante la quale l’Arcivescovo ha ringraziato la comunità salesiana per il servizio educativo che porta avanti da 126 anni nel quartiere del Piano, una delle realtà più multietniche della città.
L’oratorio dei Salesiani rappresenta un punto di riferimento educativo stabile e concreto. Ogni giorno accoglie bambini e ragazzi, italiani e stranieri, offrendo non solo spazi di gioco e di incontro, ma soprattutto un accompagnamento umano ed educativo capace di creare relazioni, integrazione e fiducia. Secondo lo stile di Don Bosco, l’oratorio è una casa che accoglie, dove ciascuno può sentirsi come in famiglia.
Tante le attività proposte, da quelle sportive al doposcuola, con una media di circa 600 ragazzi che frequentano settimanalmente l’oratorio. Recentemente è stato anche inaugurato il Centro di Formazione Professionale Salesiano, in via Carlo Alberto, che offre un percorso formativo gratuito e finalizzato all’inserimento lavorativo. I corsi di qualifica attivati – nei settori elettrico, moda e tessile – rispondono a fabbisogni reali delle imprese locali e si pongono come un ponte concreto tra scuola e occupazione. Mons. Angelo Spina ha quindi ringraziato il parroco don Giampiero De Nardi, i sacerdoti, gli educatori e i Salesiani Cooperatori per il servizio educativo ispirato al carisma salesiano, che continua a esprimersi con una presenza quotidiana accanto ai giovani, molti dei quali di origine straniera.
Nell’omelia, l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a riflettere sul significato autentico della gioia, distinguendola dalla semplice felicità. Un bambino, ha ricordato, può essere felice quando riceve un regalo, ma vive nella vera gioia quando si sente amato. Ha quindi ringraziato Dio per il dono della vita e i genitori, «che ogni giorno si prendono cura di voi, perché la vostra vita possa essere bella, buona e beata, cioè piena di gioia». Richiamando il passo evangelico in cui Gesù prende un bambino e lo pone al centro, Mons. Angelo Spina ha ricordato che tutti siamo chiamati a diventare come i bambini: «Siamo chiamati a essere piccoli e a fidarci di Dio, come i bambini che sono semplici e in braccio ai genitori non hanno paura di niente. Dio non ci farà mai mancare nulla».
La figura di don Giovanni Bosco è stata quindi presentata come quella di un amico, di un maestro e di un padre. In un tempo segnato, nella Torino di metà Ottocento, da guerre e rivoluzioni, «Don Bosco seppe sognare e prendersi cura dei ragazzi. Con Mamma Margherita li accolse e li nutrì di amicizia e amore. Tutta la sua vita la spese per i giovani. L’opera di Don Bosco è un’opera di Dio che nella storia è continuata con tanti santi e continua anche qui ad Ancona, con la presenza dei sacerdoti e degli educatori salesiani. La vostra presenza in questo quartiere è viva ed è un segno della benedizione di Dio, testimoniata dall’oratorio, dalle numerose attività educative e dal Centro di Formazione Professionale».
L’Arcivescovo ha ricordato che il «volto bello della Chiesa è la santità», e ha invitato tutti «ad avere fiducia nei giovani, a non giudicarli, a stare loro accanto e ad accompagnarli. Educare significa tirare fuori il meglio che ogni persona ha già dentro di sé». Infine, ha invocato Maria Ausiliatrice, madre attenta e premurosa, che accompagna e sostiene il cammino educativo della Chiesa e dei Salesiani, affidando a lei i giovani, le famiglie e tutti coloro che ogni giorno si prendono cura di loro.
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