
Carlo Pesco
In occasione del 60° anniversario della nascita del gruppo Scout Camerano 1, domenica 11 ottobre 2026 si è svolta una tavola rotonda su Carlo Pesco, già direttore della Caritas diocesana. A quattro anni dalla sua scomparsa e con la presenza della famiglia, sono state ascoltate diverse testimonianze di chi lo ha conosciuto nei vari ambiti in cui ha operato: scuola, scoutismo, politica, volontariato e Caritas.
Franco Ripanti, uno dei primi scout del Camerano 1, ha ricordato i valori trasmessi al gruppo: coerenza tra pensiero e azione, tra fede e vita, essere capi credenti, propositivi e preparati creando solidi legami di stima reciproca. Simone Pugnaloni, ex sindaco di Osimo, ha invece raccontato il “Carlo politico” (due mandati da Sindaco a Camerano): il suo operato è stato guidato dai valori dell’unità, della collaborazione tra amministratori, con l’unico obiettivo del bene comune. Un esempio di “vera politica”, quella che Paolo VI ha definito «la più alta forma di carità».
Samuele Spinsanti, presidente della Croce Gialla di Camerano, e Michele Malatini, hanno ricordato Carlo nel ruolo di milite e di consigliere: ha sempre agito con spirito di servizio e tanto impegno personale. La professoressa Grazia Maria Gugliormella ha condiviso la figura di Carlo insegnante di storia e filosofia: educatore instancabile, molto amato dagli studenti, un collega attento e disponibile a cercare la via più percorribile per il bene dei ragazzi.
La presidente della sezione di Ancona della Società Filosofica Italiana, la professoressa Bianca Maria Ventura, ha raccontato diversi aneddoti accaduti nella loro lunga amicizia fatta di stima personale e professionale. Don Sergio Marinelli, amico e scout dei primi tempi, ha parlato di Carlo missionario. Con lui e don Duilio ha condiviso la solitudine del missionario, andando direttamente in Argentina e immergendosi concretamente nella realtà degli ultimi.
Luca Saracini e Franco Acciarri della Comunità “Il Focolare” hanno raccontato come li abbia accolti, aiutati e supportati fin dall’inizio, nonostante i pregiudizi di allora verso l’AIDS. Franco con emozione ha condiviso il grande vuoto che ha lasciato negli ospiti della casa. Il direttore della Caritas Simone Breccia ha detto che era un maestro nell’ascolto delle necessità e che tanti progetti attualmente realizzati sono stati progettati da Carlo quando aveva lo stesso ruolo.
Tutte queste testimonianze hanno fatto emergere la personalità di Carlo: coerenza, servizio, umiltà, attenzione agli ultimi, competenza, spirito di collaborazione, cultura, filosofia nella vita, impegno politico, fede incarnata, preghiera silenziosa, animo missionario. L’Arcivescovo Mons. Angelo Spina ha concluso la serata, con una preziosa sintesi della figura di Carlo Pesco e dell’eredità che ha lasciato alla comunità.
FOTO

























