L’Arcidiocesi di Ancona-Osimo ha accolto ad Ancona una delegazione della Caritas di Kyiv, nell’ambito del gemellaggio promosso da Caritas Italiana tra alcune Caritas diocesane italiane e ucraine. Questa visita è un’occasione di incontro, ascolto e amicizia: da un lato la testimonianza di chi sta vivendo il drammatico tempo della guerra, dall’altro il racconto delle missioni umanitarie e dell’accoglienza di numerosi profughi ucraini nelle Marche. Il direttore della Caritas di Kyiv, Padre Roman Syrotych, accompagnato dalle vicedirettrici Alla Kochubei e Iryna Boiko, è arrivato martedì 10 febbraio e ripartirà sabato 14 febbraio. Con loro è presente Zhaklin Bachynska, vicepresidente dell’Associazione comunità ucraina nelle Marche.
Mercoledì 11 febbraio la delegazione ha incontrato, presso il Centro Pastorale Diocesano di Ancona, Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo, e la Consulta della Caritas di Ancona-Osimo, insieme al direttore Simone Breccia. Un momento di confronto, durante il quale sono stati presentati i servizi attivi nel territorio, dalla mensa per i poveri agli empori della solidarietà. Questa mattina, invece, presso la Sala Bastianelli del Consiglio regionale delle Marche si è tenuto l’incontro con la realtà marchigiana, civile ed ecclesiale, che ha espresso la sua vicinanza al popolo ucraino. Dopo i saluti di Simone Breccia, del Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza Marco Ausili, e del consigliere regionale Massimo Seri (AICCRE), Mons. Gianpiero Palmieri, Vice Presidente della CEI per l’area Centro e Vescovo delegato per la carità e il lavoro, ha sottolineato che «in questi anni difficili, il popolo ucraino ha sperimentato la vostra vicinanza. Tutto ciò che la Caritas delle Marche ha fatto, dall’invasione russa del 24 febbraio 2022 fino a oggi, è un grande segno di amicizia e solidarietà». Mons. Angelo Spina ha sottolineato la vicinanza della Chiesa di Ancona-Osimo all’Ucraina: «Abbiamo sostenuto per due anni tante famiglie ucraine, con vitto, alloggio e assistenza sanitaria, e continuiamo a pregare per la pace. Senza fraternità non c’è futuro».
«Siamo molto grati alla Caritas italiana e alla Caritas delle Marche – ha detto P. Roman Syrotych – per gli aiuti forniti all’Ucraina. Grazie per aver accolto tante famiglie ucraine, con cuore aperto, e grazie perché siete disposti a continuare ad aiutarci. Il nostro problema principale è che la guerra non sta finendo. Questo inverno è molto duro, tra bombardamenti e temperature basse, fino a meno 20 gradi sotto zero. Solo a Kyiv 3.600 palazzi sono senza riscaldamento. Milioni di persone vivono senza corrente, acqua, gas e riscaldamento. Molti si rifugiano nelle tende per scaldarsi; qui la Caritas e altre organizzazioni umanitarie distribuiscono cibo. Le nostre strutture sanitarie e gli asili riescono a mantenere attivi i servizi grazie ai generatori forniti dall’Italia e da altri Paesi del mondo. L’Ucraina non riuscirà a risolvere questa situazione senza l’aiuto del mondo. Grazie per il vostro supporto e la vostra sensibilità. Per noi sono fondamentali l’amicizia e la fraternità tra le nostre Caritas. Preghiamo per la pace».
Durante l’incontro sono state raccontate anche alcune esperienze concrete di vicinanza e aiuto al popolo ucraino. La vicedirettrice della Caritas di Ancona-Osimo, Donatella Crocianelli, ha spiegato che «dopo l’inizio della guerra, 110 famiglie del nostro territorio hanno dato la disponibilità ad accogliere profughi nelle loro case. Sei famiglie ucraine sono state ospitate in famiglia, altri otto profughi sono stati accolti in tre parrocchie. Inoltre, in alcuni locali di proprietà della Lega del Filo d’Oro, abbiamo ospitato 16 nuclei familiari, per un totale di 24 persone. Oltre all’accoglienza, abbiamo cercato di rispondere ai loro bisogni attraverso il centro di ascolto e le scuole di italiano. In due anni gli empori della solidarietà hanno sostenuto 239 nuclei ucraini: oltre ai profughi accolti dalla Caritas, sono stati aiutati anche quelli ospitati dai loro connazionali».
Giorgio Rocchi e Fernando Palestini, delle Caritas di Ascoli e San Benedetto, hanno raccontato di aver accolto la scorsa estate 17 ragazzi e 3 educatori ucraini. Un’esperienza positiva che ha coinvolto amministrazioni comunali, comunità e gruppi parrocchiali, dagli scout all’Azione Cattolica. I ragazzi si sono sentiti a casa e hanno sperimentato la vicinanza e la solidarietà delle comunità locali. Don Francesco Pierpaoli ha invece raccontato l’esperienza del campo ecumenico estivo a Loreto e il gemellaggio con Drohobych, in Ucraina. «Il campo ecumenico si svolge a Loreto, casa del sì di Maria e casa dei giovani – ha spiegato – e ogni anno accoglie 130 giovani di diverse nazioni europee e confessioni cristiane. È un’esperienza di ascolto, rispetto, confronto e preghiera. Dallo scoppio della guerra siamo stati due volte a Drohobych: lì abbiamo incontrato tanti giovani e sono nati rapporti di amicizia. Abbiamo trasmesso loro un messaggio semplice: “Non siete soli, siamo con voi”». Oriano Mercante, Sindaco di Camerano, ha ricordato che «il comune, dal 17 marzo 2023, ha adottato un ordine del giorno consiliare e una delibera di aiuto alle popolazioni ucraine. Inoltre abbiamo ospitato sei famiglie e aderito al Sistema Accoglienza Integrazione (SAI). Facciamo il possibile e speriamo che presto arrivi la pace».
Anche Anci Marche, fin dall’inizio del conflitto, è stata attivamente impegnata nel supporto all’Ucraina, partecipando a iniziative di solidarietà e accoglienza. Il vicepresidente di Anci Marche Lorenzo Fiordelmondo, sindaco di Jesi, ha spiegato che l’Anci ha collaborato con il MEAN (Movimento Europeo Azione Nonviolenta) per missioni a Kiev e ha istituito comitati regionali per l’invio di materiale di primo soccorso, per l’accoglienza dei profughi, coordinando gli sforzi dei comuni marchigiani per gestire l’emergenza umanitaria. Al contempo sono stati creati interscambi con la società civile ucraina per la costruzione di strategie di pace, incontrando i sindaci di 30 città ucraine.
Anci Marche è stata tra i promotori del “Comitato Marche accoglienza profughi ucraini” in collaborazione con la Protezione Civile regionale e le Prefetture e, in linea con Anci nazionale, i comuni marchigiani si sono resi pronti a contribuire anche alla ricostruzione. Le missioni sono state effettuate dall’allora Coordinatore dei Direttori e Segretari delle Anci regionali Marcello Bedeschi, dai sindaci di Fermo, Fano e dal vicepresidente di Anci Marche Lorenzo Fiordelmondo.
Fino al 14 febbraio, giorno della partenza per Kyiv, la delegazione proseguirà gli incontri. Oggi pomeriggio, alle ore 18, sarà al Centro Pastorale diocesano di via Lorenzo Lotto a Jesi; mentre domani pomeriggio, sempre alle ore 18, interverrà presso l’auditorium dell’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona, all’ultimo appuntamento di “Noi siamo pace” (ingresso libero), al quale parteciperanno anche Laura Stopponi dell’Ufficio Europa di Caritas Italiana, e Angelo Moretti, portavoce di MEAN (Movimento Europeo Azione Nonviolenta).
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