I monti sibillini imbiancati di neve e una giornata luminosa hanno dato il buongiorno agli ospiti della casa il Focolare per iniziare il pellegrinaggio ad Assisi, per venerare le sacre spoglie di San Francesco. Al pellegrinaggio, guidato dalla sapiente regia di Luca Saracino, si sono uniti oltre agli ospiti della Casa il Focolare, gli operatori, i volontari e amici che hanno voluto condividere una giornata insieme. Hanno preso parte al pellegrinaggio anche Padre Alvaro Romanelli e l’arcivescovo Angelo che ha salutato tutti i presenti e invitato a pregare, ha, poi, benedetto le croci tau distribuite ai pellegrini.
Il giorno 21 febbraio il corpo di san Francesco, con momenti di intensa spiritualità e di forte suggestione è stato spostato dalla sua tomba, situata nella cripta, e deposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. L’ostensione delle spoglie di san Francesco è uno degli appuntamenti più significativi dell’ottavo centenario della morte del Poverello. Per la prima volta nella storia, i fedeli possono sostare davanti ai resti mortali del Santo per un intero mese, all’interno di un programma ricco di celebrazioni liturgiche e iniziative culturali.
Giunti ad Assisi i pellegrini del Focolare hanno sostato davanti alle sacre spoglie del Santo. Un momento di grazia e di riflessione. Nel silenzio è salita dal cuore la preghiera:
Francesco, fratello,
ti guardo in questa gloria
e capisco che chi dona tutto per amore,
non finisce mai.
Tu hai vissuto come quel seme
che deve morire per dare vita;
hai lasciato andare tutto,
hai smesso di cercare te stesso,
ti sei fatto piccolo e nascosto,
eppure sei germogliato,
e ancora oggi vivi.
Insegnami a vivere così.
Fa che anch’io sappia lasciare andare,
senza avere paura di perdere,
fidandomi che dal vuoto nasce la pienezza,
che dal dono nasce la gioia,
che ogni fine apre un inizio.
Non voglio apparire, voglio essere vero.
Non voglio possedere, voglio donare.
Non voglio durare per forza,
voglio vivere davvero.
Tu che ora sei vivo per sempre, prega per me.
Aiutami a portare questo seme nel mondo. Amen.
Dopo la venerazione delle sacre spoglie di San Francesco il gruppo si è recato a santa Maria degli Angeli, alla Domus pacis per la condivisione del pranzo.
Dopo pranzo è seguita la celebrazione della S. Messa presieduta dall’arcivescovo Angelo e concelebrata da padre Alvaro, per rendere grazie a Dio per il dono di una giornata così bella e piena di spiritualità, riflettendo sul vangelo delle tentazioni di Gesù, proclamato nella prima domenica di quaresima
Il pellegrinaggio è continuato a piedi visitando la basilica di Santa Maria degli Angeli, luogo tanto caro a San Francesco, sostando vicino alla Porziuncola e alla cappella del transito, dove il 3 ottobre 1226 san Francesco concluse la sua vita terrena, lui l’“alter Christus” perché immagine autentica di Cristo, specchio vivente del Vangelo, da dove si sente il respiro della santità a cui tutti simo chiamati. Il pellegrinaggio ad Assisi degli ospiti del Focolare è stata un’esperienza che ci chiama a riconoscere come il dono di noi stessi nell’amore, mentre ci consuma, quando è vissuto in unione con Cristo, diventa il passaggio alla pienezza della Vita, che è la comunione con Dio Padre e con tutta l’umanità per l’azione dello Spirito santo- amore, principio e compimento dell’unità. L’ostensione testimonia come il Santo di Assisi sia ancora oggi un dono per tutti. In lui le relazioni possono riscoprirsi fraterne, il mondo appare casa comune e il futuro grembo di speranza e di pace.
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