Castelfidardo: incontro al Circolo Toniolo e Santa Messa nella chiesa della Figuretta

Questa settimana è in corso la visita pastorale nella parrocchia Collegiata Santo Stefano e, martedì 2 marzo, l’Arcivescovo ha incontrato i ragazzi e gli educatori del Circolo Toniolo, una realtà viva e preziosa del territorio che ogni pomeriggio accoglie e accompagna bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita. Il Circolo offre assistenza allo studio e momenti di socializzazione per alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.

L’Arcivescovo si è quindi fermato a salutare i giovani presenti: si è seduto con loro, li ha ascoltati, ha chiesto dei loro sogni, della scuola, delle difficoltà e delle amicizie. Poi, con semplicità, si è messo a giocare a biliardino insieme a loro. Un gesto spontaneo che ha creato subito un clima familiare.

«Gli iscritti sono una quarantina – ha spiegato Maria Catia Sampaolesi, coordinatrice del progetto – in gran parte provenienti da famiglie non italofone. Dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 16.30, svolgiamo attività di supporto allo studio; a seguire merenda e attività ludico-relazionali». Il progetto coinvolge circa 50 volontari, provenienti anche dai comuni vicini. Un impegno generoso e costante che crea un clima familiare e accogliente. «Il progetto, finanziato dallo scorso anno anche dall’Amministrazione comunale, prevede un percorso di formazione per i volontari con uno psicologo dell’età evolutiva e uno sportello di ascolto quindicinale, sempre affidato allo specialista», ha spiegato la coordinatrice.

L’Arcivescovo ha ringraziato i volontari e ha parlato dell’importanza dell’integrazione. Ha sottolineato come ad Ancona quasi il 15% della popolazione sia di origine non italiana, con presenze provenienti da diverse etnie e culture. In questo contesto ha ricordato le parole di Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, sempre nella legalità. «Se non li accogliamo noi che crediamo in Gesù Cristo, che ama e accoglie tutti, chi lo farà?» ha affermato, ringraziando i volontari per la loro passione e dedizione.

«Accogliere significa offrire un luogo sicuro – ha continuato l’Arcivescovo – proteggere vuol dire prendersi cura di chi è più vulnerabile. Promuovere significa riconoscere la dignità di ogni persona. Integrare vuol dire favorire relazioni vere tra di loro, non solo inserimento culturale, ma incontro tra persone. Questa è la carità: prendersi cura dell’altro». In un mondo che sembra costruire “la civiltà della guerra”, l’Arcivescovo ha incoraggiato i volontari a continuare a edificare “la civiltà dell’amore”, attraverso uno stile familiare e relazioni autentiche.

Un volontario ha evidenziato come il progetto di integrazione sia complesso ma necessario: molte famiglie e molti ragazzi vivono situazioni di solitudine. «Dobbiamo aiutarli a staccarsi dal cellulare e farli stare insieme, in relazione», ha detto il volontario. L’Arcivescovo ha ribadito l’importanza di creare legami significativi, ricordando le parole di San Giovanni Bosco: “L’educazione è cosa di cuore”.

Successivamente Mons. Angelo Spina ha celebrato la Santa Messa nella chiesa della Figuretta e ha parlato dell’importanza della fede, proponendo una catechesi sul Credo. Gli abitanti del quartiere sono molto legati all’immagine della Madonna della consolazione, custodita nella chiesa. Si tratta di una riproduzione di una immagine della Madonna che si trovava in una chiesetta all’incrocio del quartiere. Quando la zona fu ampliata negli anni ’60-’70, la vecchia chiesetta fu demolita, ma don Paolo Pigini e don Giovanni Simonetti acquistarono un terreno sul quale venne progettata e costruita l’attuale chiesa.

Nel tempo gli abitanti del quartiere si sono organizzati dando vita al Comitato della Figuretta che, ogni anno, nel mese di maggio, contribuisce all’organizzazione della Festa della Madonna della Consolazione. L’Arcivescovo ha visitato la stanza parrocchiale dove il Comitato si riunisce e il presidente Agostino Marconi gli ha illustrato le attività dell’associazione: «Qui proponiamo attività sportive aperte ai residenti del quartiere, una scuola di ballo e gestiamo un campetto da basket. Partecipiamo anche alla rievocazione storica “Tracce di Ottocento”, con 35 figuranti, e al Palio dell’Acqua, vinto più volte. Inoltre prepariamo il tradizionale fuoco del 9 dicembre per la festa della Venuta».

La giornata è terminata con la cena con i membri del Comitato Figuretta e con un momento di preghiera. Mons. Angelo Spina, accompagnato dal parroco, ha salutato i fedeli del Cenacolo di preghiera allo Spirito Santo, che hanno animato la preghiera serale in chiesa.

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