La festa della Madonna Assunta in cielo è molto sentita. A Numana è stato vissuto il momento suggestivo e tanto atteso della Madonna che dai fondali del mare viene fatta emergere e portata dai sommozzatori, accompagnata da riflessioni tenute dal parroco don Michele Marchetti. E’ seguita la processione e la S. Messa presieduta dall’arcivescovo Angelo, concelebrata dal parroco don Michele, da don Enrico. Hanno preso parte alla celebrazione oltre mille persone. Al termine il sindaco, Gianluigi Tombolini, ha rivolto ai presenti un saluto e un ringraziamento. E’ seguita la processione in mare con l astatua della Madonna salutata dai fuochi d’artificio.
A Portonovo il 15 di agosto c’è stata la processione dalla piazzetta fino alla chiesa dove l’arcivescovo Angelo ha celebrato la S. Messa, con P. Nicola, e con la partecipazione del Sindaco, degli Amministratori, del Questore, del Presidente del Parco del Comero, dell’Ammiraglio e di numerose persone. L’arcivescovo, poi, ha benedetto il mare e i naviganti. L’immagine della Madonna è stata portata in processione sulla barca guidata da Edoardo Rubini, fino alla baia di Portonovo, con il saluto caloroso dei tanti presenti in spiaggia.
In sintesi le parole dell’Arcivescovo rivolte ai fedeli.
“Nel cuore dell’estate celebriamo una solennità da tutti molto sentita: l’Assunzione di Maria in cielo che ci insegna a non dividere artificiosamente il corpo e l’anima. La realtà stupenda dell’Assunzione di Maria manifesta e conferma l’unità della persona umana e ci ricorda che siamo chiamati a servire e glorificare Dio con tutto il nostro essere, anima e corpo. Servire Dio soltanto con il corpo sarebbe un’azione da schiavi; servirlo soltanto con l’anima sarebbe in contrasto con la nostra natura umana. L’assunzione di Maria, creatura umana, ci dà la conferma del nostro destino glorioso. La materia è chiamata a partecipare alla gloria divina. Ciò significa che la cenere che diventeremo non è indice di dissoluzione ma di trasfigurazione. Il corpo è il luogo in cui la vita accade e il cristianesimo ha fatto di questa verità il cardine stesso della salvezza. In un’epoca che oscilla pericolosamente tra la virtualizzazione crescente delle relazioni umane e l’ossessione superficiale per l’immagine corporea, l’Assunzione di Maria offre una prospettiva genuinamente rivoluzionaria: il corpo non è né una prigione da cui liberarsi attraverso fughe spiritualistiche, né un semplice oggetto da consumare secondo le logiche del mercato, ma lo spazio sacro in cui si compie la salvezza. Questa comprensione quali conseguenze può avere sulla cultura contemporanea?
Conseguenze profonde e concrete. Se il corpo di Maria – corpo di donna, corpo che ha generato, sofferto, amato – è riconosciuto come degno della gloria celeste, allora ogni forma di violenza perpetrata contro i corpi umani, specialmente quelli femminili così spesso ridotti a oggetto di violenza o mercificazione, costituisce non solo un crimine ma un vero sacrilegio. La dignità corporea proclamata dall’Assunzione diventa così un argine potente contro ogni forma di strumentalizzazione della persona. L’Assunzione ci ricorda che la salvezza non avviene nonostante il corpo, ma attraverso il corpo e con il corpo. Questo significa che le nostre ferite, le nostre gioie, le tracce lasciate dal tempo e dalle relazioni non sono ostacoli da superare ma parte integrante di ciò che sarà trasfigurato nella gloria. Per la società contemporanea, sempre più divisa tra chi fugge nel virtuale e chi idolatra l’apparenza fisica, l’Assunzione propone una terza via: quella di un corpo abitato con consapevolezza, rispettato nella sua dignità, curato nelle sue fragilità, celebrato nella sua capacità di generare vita e bellezza. Un corpo che, come quello di Maria, sa essere dimora dell’infinito proprio nella sua umanità concreta. Gioiosa e carica di speranza è la festa del 15 agosto perché in Maria contempliamo quella realtà di gloria a cui è chiamato ciascuno di noi e tutta la Chiesa”.














































