Ottocento anni dopo la sua morte, San Francesco vive ancora. È vivo il suo messaggio di fraternità e di pace, che ha attraversato i secoli e continua a parlare agli uomini e alle donne di oggi. Da qui il titolo della mostra “San Francesco Vive”, inaugurata questa mattina nella chiesa del Santissimo Nome di Gesù, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). L’iniziativa si inserisce nel programma della Festa del Mare, che quest’anno si intreccia con le celebrazioni dell’ottavo centenario francescano.
Al taglio del nastro, hanno partecipato S.E. Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo, che ha benedetto la mostra, Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi, Padre Alvaro Rosatelli, Presidente del Comitato San Francesco 2023-2026, Daniele Berardinelli, Assessore al Turismo del Comune di Ancona, e Luca Saracini, Direttore Generale delle Opere Caritative Francescane OdV, associazione capofila del Comitato. Ha presentato il giornalista Diego Mecenero.
L’esposizione è composta da 22 pannelli che ripercorrono le tappe più significative della vita di San Francesco, con un costante riferimento alle fonti francescane: dall’incontro con il lebbroso alla nascita del Cantico di frate Sole, dal dialogo con il sultano fino alle Stimmate ricevute a La Verna. Il percorso mostra anche come il messaggio e la spiritualità di Francesco abbiano attraversato i secoli, ispirando uomini e donne fino ai nostri giorni e generando numerosi frutti, tra cui la nascita dell’Ordine Francescano Secolare. L’esposizione offre così l’opportunità di conoscere più approfonditamente la straordinaria figura di Francesco d’Assisi e di riscoprire l’attualità del suo messaggio di fraternità, pace e cura del creato.
Mons. Angelo Spina ha incentrato la sua riflessione su tre “sguardi” di Francesco: verso il creato, verso l’altro e verso Dio: «Francesco guarda la terra non come qualcosa da sfruttare, ma come un dono da custodire. È un grande messaggio di ecologia integrale, particolarmente attuale in un tempo in cui spesso non usiamo la natura, ma ne abusiamo. Il suo sguardo si posa poi sul lebbroso, che abbraccia: è lo sguardo della fraternità, del prendersi cura dell’altro, in una società che corre sempre più verso l’individualismo e nella quale tante persone rischiano di sentirsi sole. Infine Francesco guarda verso l’alto, verso il Crocifisso: da quella croce si sente amato e comprende che quell’amore deve essere donato agli altri. Questa mostra ci invita a fermarci, a guardare e poi, dentro di noi, a scegliere da che parte stare: dalla parte della fraternità, delle relazioni belle e dell’amore».
Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi, ha sottolineato il significato del titolo della mostra: «San Francesco Vive perché la sua proposta di vita evangelica non tramonta mai: Francesco non ci consegna un messaggio suo, ma il messaggio del Vangelo, che è sempre vivo. Questo è il centro di tutto. Gli ottocentenari francescani che abbiamo celebrato in questi anni ci hanno aiutato a rifocalizzare l’essenziale della vita di Francesco: il suo rapporto con il Signore, la scoperta dell’essere creatura, il riconoscersi fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre. Poi ci sono i diversi aspetti del messaggio francescano, dalla pace all’ecologia e alla fraternità, ma tutto ha un centro che non dobbiamo dimenticare: il rapporto con Cristo. Solo tornando al Vangelo riusciremo a risolvere i grandi problemi di oggi».
Fra Marco Moroni ha anche accostato il percorso della mostra al grande racconto per immagini della Basilica di Assisi: «Quando si entra nella Basilica superiore, i grandi affreschi di Giotto ci conducono nella vita di Francesco. Qui accade qualcosa di simile: attraverso questi pannelli entriamo nella sua storia e ne riscopriamo alcuni tratti fondamentali, come la fraternità, la cura del creato, l’ecologia integrale e il dialogo con tutti, di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno».
Daniele Berardinelli, assessore al Turismo del Comune di Ancona, ha ricordato le numerose iniziative dedicate a San Francesco realizzate in questi anni: dall’intitolazione al santo della Banchina 1 del porto al Cammino francescano, fino agli eventi organizzati nell’ex convento di San Francesco ad Alto, grazie alla disponibilità dell’Esercito. Ha ricordato anche la lampada della pace, che nel 2023 il Sindaco avrebbe dovuto portare in Terra Santa, un viaggio che la guerra non ha reso possibile. «Quella terra è ancora oggi martoriata – ha detto Berardinelli – e proprio per questo il messaggio di pace e di speranza di Francesco è ancora più urgente e attuale. A ottocento anni dalla sua morte, la sua testimonianza continua a parlare e a coinvolgere tutta la comunità e i cittadini di Ancona».
Padre Alvaro Rosatelli, Presidente del Comitato San Francesco 2023-2026, ha sottolineato come la mostra sia un modo «per rivivere oggi il messaggio francescano, affinché la pace, la fraternità e gli altri valori testimoniati da Francesco non restino legati alle celebrazioni, ma continuino a vivere nella vita quotidiana e nella comunità cittadina». Proprio ad Ancona, l’attenzione francescana verso gli ultimi continua a farsi concreta attraverso le Opere Caritative Francescane OdV, come ha ricordato Luca Saracini, direttore generale dell’associazione. Richiamando l’incontro di Francesco con il lebbroso, Saracini ha parlato della Casa Alloggio “Il Focolare”, che accoglie persone affette da HIV/AIDS, segno concreto di una presenza francescana che continua ancora oggi a prendersi cura delle persone più fragili.
La mostra è organizzata dal Comitato per le celebrazioni francescane 2023-2026 di Ancona, promosso dall’Associazione Opere Caritative Francescane OdV per coordinare le celebrazioni degli ottocentenari francescani. Oltre all’associazione capofila, fanno parte del Comitato l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, il Comune di Ancona, l’Università Politecnica delle Marche, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, la Camera di Commercio delle Marche, l’ANCI Marche e la Provincia Picena “San Giacomo della Marca”.
La mostra, a ingresso libero, resterà aperta dal 4 settembre al 4 ottobre, tutti i giorni dalle ore 15 alle 19.
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