La benedizione di un dipinto di san Carlo Acutis, portato dai bambini del catechismo e poi affisso in chiesa, è stata uno dei momenti più significativi dell’inizio della visita pastorale di Mons. Angelo Spina nella parrocchia di San Giuseppe a Candia. La visita ha preso il via lunedì 12 ottobre, proprio nel giorno della memoria liturgica del giovane santo. Durante la celebrazione, il parroco don Stanislaw Kosiek e l’Arcivescovo hanno ricordato la figura di Carlo Acutis, invocando la sua intercessione sulla comunità, in particolare sui giovani e sulle nuove generazioni.
Proprio ai giovani era stato dedicato anche un momento importante il giorno precedente, domenica 11 ottobre, quando Mons. Spina aveva celebrato le cresime di nove ragazzi della parrocchia. Lunedì, invece, la visita pastorale è iniziata ufficialmente con il tradizionale rito di accoglienza: il bacio del Crocifisso, l’aspersione dei fedeli con l’acqua benedetta e l’adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento. Il parroco ha quindi presentato la comunità parrocchiale e ha descritto Candia come una bella realtà, il cui territorio si estende dal centro storico fino alla zona della Baraccola, caratterizzata dalla presenza di numerose aziende e attività commerciali e industriali.
L’Arcivescovo ha ringraziato per l’accoglienza e ha spiegato il significato della visita pastorale, prima di celebrare la Santa Messa. «Il centro della visita pastorale è Gesù, il buon pastore», ha sottolineato, richiamando le parole del Salmo 22: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce». Ha quindi ricordato che è compito del Vescovo visitare le comunità e confermarle nella fede: «La visita pastorale è un tempo di grazia e di incontro. Ogni sera ci sarà un momento di preghiera e una catechesi sul Credo. Saranno giorni di ascolto, dialogo e vicinanza concreta».
Numerosi gli incontri che hanno scandito le giornate della visita pastorale, offrendo all’Arcivescovo l’occasione di conoscere da vicino le diverse realtà del territorio. Il primo incontro è stato quello con il consiglio pastorale parrocchiale e il consiglio per gli affari economici. Nel dialogo sono emerse le criticità, ma anche gli aspetti positivi della vita parrocchiale e l’impegno nell’accoglienza delle famiglie e dei giovani. Particolare attenzione è stata dedicata alla sfida di trasmettere la fede alle nuove generazioni, in un contesto sociale e culturale sempre più complesso.
Mons. Spina ha visitato anche alcune attività produttive e commerciali del territorio, tra cui una carrozzeria, un’agenzia assicurativa e il bar “Diversamente… Golosi“, nato presso il laboratorio della pasticceria di Luigi Giuliodoro. Qui lavorano alcuni giovani dell’associazione “Ragazzi Oltre”, con disturbi dello spettro autistico. Una realtà che promuove l’inclusione sociale e lavorativa, offrendo a questi ragazzi opportunità concrete di lavoro, valorizzando le loro capacità e favorendo la loro autonomia. Un esempio di come il mondo del lavoro possa diventare anche un luogo di accoglienza, crescita e partecipazione.
Tra gli altri appuntamenti, gli incontri con i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria, con gli ospiti della Casa Gialla e con alcuni ultracentenari della comunità. L’Arcivescovo ha dedicato del tempo anche al mondo del lavoro e alle realtà produttive e agricole locali, incontrando persone impegnate quotidianamente nelle diverse attività del territorio. Non è mancata la visita al cimitero, con un momento di raccoglimento e preghiera per i defunti.
Mercoledì, presso il Pallone geodetico, Mons. Angelo Spina ha incontrato anche le giovani atlete di Candia Volley, insieme agli allenatori e ai dirigenti della Polisportiva Candia Baraccola Aspio. L’Arcivescovo ha ricordato l’importanza del rispetto reciproco, del gioco di squadra e l’importanza di aiutarsi a vicenda. «Lo sport è bellissimo – ha detto – e fa bene al corpo, alla mente e all’anima». Ha spiegato che l’attività sportiva non favorisce soltanto la salute fisica e mentale, ma aiuta anche a crescere nelle relazioni, a fare amicizia e a condividere momenti di gioia». Ha quindi ricordato l’importanza di aiutare le compagne, soprattutto nei momenti di difficoltà, sottolineando il valore della solidarietà e dell’attenzione verso gli altri. Agli allenatori e alle allenatrici ha raccomandato di prendersi cura degli atleti, accompagnandoli nella loro crescita.
Ogni giornata della visita pastorale si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa e la catechesi sul Credo, un’occasione per pregare insieme e approfondire i fondamenti della fede cristiana. Sono stati giorni intensi di incontri, ascolto e condivisione, nei quali la visita pastorale si è fatta segno concreto della vicinanza della Chiesa alle persone, alle famiglie e alle diverse realtà del territorio, con l’invito a continuare a camminare insieme, uniti nella fede e nella testimonianza del Vangelo.
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