Un progetto e un impegno è stato quello promosso dalla Caritas Diocesana di Ancona-Osimo, insieme all’ufficio della pastorale dello sport dell’Arcidiocesi, che merita tantissimi applausi. Un progetto sportivo ed educativo che ancona una volta ha voluto mettere in primo piano l’integrazione sociale, la formazione e la crescita dei nostri ragazzi e giovani. “Molti dei nostri ragazzi oggi non possono fare sport – ha detto il direttore della Caritas Simone Breccia, – perché non ci sono le risorse finanziarie da parte delle famiglie, molti ragazzi e ragazze per questo vengono esclusi. Cosa fare? Come Caritas ci stiamo dedicando a un lavoro di sostegno, di integrazione e di vicinanza”. E’ intervenuta anche Donatella Crucianelli, vicedirettore Caritas, a sottolineare l’impegno costante e capillare nel mondo delle povertà emergenti. L’incontro si è tenuto il 12 gennaio presso la Lega del Filo d’oro ad Osimo, in una sala affollata, guidato dal prof. Marco Petrini. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Lega del Filo d’oro, della Sindaca, del presidente del CONI delle Marche, Fabio Luna, è intervenuto da remoto mons. Claudio Giuliodori, osimano, che ha sottolineato l’aspetto altamente educativo dello sport e come sia oggi necessario stare accanto ai ragazzi e ai giovani nel percorso di crescita umana. Paola Andreoni assessore allo sport ha detto: “Nell’immaginario collettivo, la Caritas è solo un luogo dove, chi vive nel bisogno può ottenere cibo e beni di prima necessità. Non è solo così. Ad Osimo come in Ancona la Caritas, continua a sporcarsi le mani con le storie e le vite di coloro che chiedono aiuto ma anche sa essere accanto, dare attenzione e ascolto ai giovani, ed alle famiglie”. E’ intervenuto anche Luciano Sabbatini direttore dell’Ufficio diocesano dello sport, che ha sottolineato come è necessario aiutare i ragazzi ad avere stima di sé con un invito ai grandi di essere “alle-educatori” cioè allenatori ed educatori. Non allenare solo i muscoli ma aiutare i ragazzi ad essere campioni non solo nello sport, ma nella vita. Commoventi le storie di atleti campioni come Jean Carletti, Campione Europeo Junior di Judo, Leandro Mosca, Serie A1 Pallavolo Maschile, Alessandro Gattafoni, Atleta e testimonial per lo sport LIFC – Lega Italiana Fibrosi Cistica. Le loro testimonianze sono esempi di vita che da ragazzi hanno saputo cullare e realizzare sogni. Accanto a loro ci sono stati allenatori, educatori, “maestri” che hanno saputo con la loro presenza essere guida nel loro percorso. L’incontro ha voluto richiamare l’attenzione e accompagnare una riflessione condivisa sull’importanza dello sport e delle varie attività sportive come luoghi di relazione, crescita e speranza. In questo orizzonte, le società sportive possono svolgere un ruolo di primaria importanza nella promozione sociale, nell’inclusione e nei percorsi educativi, custodendo e valorizzando le aspettative, e anche “Coltivare i Sogni”, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. A conclusione l’arcivescovo Angelo ha ringraziato i relatori e ha rimarcato come è sempre più urgente stare accanto ai ragazzi, promuovere la loro crescita, permettere loro di tirare fuori il meglio di sé. Mettere sempre prima e al centro la persona umana, prima del “campione” da costruire, prima delle medaglie, viene la persona umana. Lo sport veicola tante realtà positive su cui bisogna puntare: divertimento, passione, amicizia, impegno, crescita, sfida, rispetto, emozioni, socializzazione. L’incontro è stato un invito a tutti: giovani, educatori, famiglie e comunità per continuare a coltivare sogni che crescono, che diventano responsabilità condivisa e generano speranza.
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