Povertà, castità e obbedienza: le tre luci della vita consacrata

Il 2 febbraio, festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio, si celebra anche la Giornata mondiale della vita consacrata e i religiosi e le religiose dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo si sono riuniti nella Cattedrale di San Ciriaco per partecipare alla Santa Messa, presieduta da Mons. Angelo Spina. Dopo la benedizione e l’accensione delle candele, i sacerdoti e le religiose in processione hanno raggiunto l’altare e, durante l’omelia, l’Arcivescovo li ha invitati a «essere luce nel mondo, seminatori di speranza e fermento di Dio nella società, vivendo il presente con passione e il futuro con speranza, come esperti di sinodalità e di fraternità».

L’Arcivescovo ha ringraziato le 11 comunità maschili di religiosi e le 13 comunità femminili di religiose, presenti nella chiesa locale di Ancona-Osimo, per il loro impegno nelle parrocchie, nell’evangelizzazione, nelle tante opere di carità rivolte agli ammalati, ai bambini nelle scuole, agli anziani nelle case di riposo, ai poveri, alle famiglie. «Tutto questo viene fatto da voi non nel clamore, – ha detto Mons. Angelo Spina – ma nel silenzio e nell’umiltà. La luce è Cristo, vera luce che illumina ogni uomo, lui che si è fatto povero, casto e obbediente». L’Arcivescovo ha quindi parlato delle tre luci della consacrazione, tre lampade accese: la luce della povertà, la luce della castità, la luce dell’obbedienza.

La luce della povertà
«S
pogliarsi di tutto, come fece san Francesco, – ha detto l’Arcivescovo – per avere l’unico grande tesoro che è Dio. Dio è la pienezza e il senso della nostra vita: per voi, per noi, il Signore è tutto. Lo è in vari modi: come Creatore e fonte dell’esistenza, come amore che chiama e interpella, come forza che spinge e anima al dono. Proprio per questo la Chiesa vi affida il compito di essere, col vostro spogliarvi di tutto, testimoni viventi del primato di Dio nella vostra esistenza, aiutando più che potete anche i fratelli e le sorelle che incontrate a coltivarne l’amicizia».

La luce della castità
«La scelta di una vita casta – ha continuato – lascia una forte impressione e una domanda di fondo: che cosa spinge i religiosi a privarsi di un bene che oggi sembra così necessario e quasi essenziale? Eppure appaiono così sereni, sicuri, felici… più felici di tanti. La castità dei consacrati dimostra che, sotto diversi aspetti, questa virtù perfeziona e nobilita l’amore, purifica l’amore, che diventa privo di egoismo; al contrario della lussuria che è egoismo puro privo di amore. La luce della castità è chiamata a mostrare la bellezza dell’amore che si dona, perché non prendano piede fenomeni deleteri come l’inacidimento del cuore o l’ambiguità delle scelte, che possono portare a sviluppare “doppie vite”.

La luce dell’obbedienza
«Dal silenzio nasce la Parola e dall’ascolto della Parola nasce l’obbedienza a Dio – ha detto l’Arcivescovo – e l’obbedienza a Dio è mediata dalla obbedienza alla Regola della comunità e ai superiori. Scriveva San Massimiliano Maria Kolbe: “L’obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta con certezza la divina volontà. È vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L’unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina. In questo caso egli non è più interprete della volontà di Dio”.

L’Arcivescovo li ha infine invitati a «conservare la semplicità dei “piccoli” del Vangelo. Sappiate ritrovarla nell’interiore e più cordiale rapporto con Cristo, o nel contatto diretto con i vostri fratelli e sorelle di comunità, vivendo in pace e diffondendo pace. In questo anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, facciamo nostre le parole della sua preghiera “Signore, fa di me uno strumento della tua pace”. Conoscerete allora “il trasalir di gioia per l’azione dello Spirito santo”. Siate veramente poveri, miti, affamati di santità, misericordiosi, puri di cuore, quelli grazie ai quali il mondo conoscerà la pace di Dio».

L’omelia integrale di Mons. Angelo Spina: Omelia giornata della vita consacrata – 2 febbraio 2026

Fotogallery