Nella splendida cornice della Chiesa del Gesù, capolavoro di Luigi Vanvitelli, si è svolta la Lunga Notte delle Chiese, la notte bianca in cui si fondono musica, arte, cultura, in chiave di riflessione e spiritualità. La serata è stata animata dai cori di voci bianche “A. Orlandini” di Ancona e “Akademia” di Fabriano, con un repertorio dedicato ai grandi classici Disney, mentre Alessio Ionna, operatore del Museo diocesano di Ancona, ha guidato i presenti alla scoperta della storia della chiesa e del dipinto Partenza di San Francesco Saverio per le Indie di Sebastiano Conca.
L’evento ha inaugurato le aperture serali della rassegna estiva “Scrigni Sacri“, promossa dal Museo diocesano di Ancona. Ad aprire la serata è stato il saluto di Mons. Angelo Spina, che ha richiamato l’attenzione sulle esposizioni ospitate nella Chiesa del Gesù: una mostra permanente dedicata alla Bibbia, con venti pannelli e nove bacheche contenenti documenti antichi originali, e una raccolta di ottocento presepi provenienti da tutto il mondo. «Siamo felici di ospitare qui la notte bianca dei luoghi di culto. La via della bellezza e della cultura ci doni pace», ha detto l’Arcivescovo, sottolineando come l’arte, la musica e il patrimonio custodito nelle chiese possano diventare occasioni di incontro, dialogo e crescita spirituale per l’intera comunità.
Nell’anno in cui si celebrano gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la Lunga Notte delle Chiese ha proposto il tema HOME – Francesco, va’ e ripara la mia casa. La casa diventa simbolo di accoglienza, relazioni e appartenenza. L’invito rivolto al santo di Assisi richiama ancora oggi l’impegno a custodire e rinnovare la Chiesa, le comunità e i luoghi in cui viviamo, perché siano spazi di incontro, speranza e fraternità.
Ad accompagnare il pubblico attraverso la musica sono stati due cori giovanili: il Coro “A. Orlandini” di Ancona, diretto da Laura Ricciotti, e il Coro “Akademia” di Fabriano, diretto da Paola Taticchi. Lo spettacolo Disney Music World ha proposto celebri brani tratti dai film Disney, da La Sirenetta a La Bella e la Bestia, fino a Frozen, Anastasia e Mary Poppins. Un concerto che ha raccontato il valore della collaborazione e la magia che nasce quando ragazzi provenienti da realtà diverse si incontrano attraverso il canto.
Nel corso della serata, Alessio Ionna, operatore del Museo diocesano di Ancona, ha invece accompagnato il pubblico alla scoperta della storia della Chiesa del Gesù, uno degli edifici religiosi più significativi della città. Dedicata al Santissimo Nome di Gesù, la chiesa fu commissionata dal conte Nappi nel 1605. L’edificio aveva una sola navata e nel 1631 venne aggiunto il collegio gesuitico annesso. Nel 1733, nell’ambito del rinnovamento urbano promosso da papa Clemente XII, i Gesuiti affidarono a Luigi Vanvitelli il progetto di ampliamento e ristrutturazione della chiesa. Vanvitelli affiancò alla navata centrale coperta da una volta a botte lunettata le due navate laterali che hanno caratteristica di cappelle intercomunicanti e la prolungò con un transetto e presbiterio absidato, innalzando, inoltre, all’incrocio dei bracci della croce risultante, una cupola.
«All’interno della chiesa sono conservate numerose opere pittoriche realizzate tra il Seicento e la fine del Settecento – ha spiegato Ionna –. Tra le più significative vi è la Partenza di San Francesco Saverio per le Indie, dipinta nel 1747 da Sebastiano Conca proprio per questa chiesa». L’opera, collocata nel secondo altare a sinistra, «raffigura Francesco Saverio, uno dei santi gesuiti più importanti, colui che iniziò le missioni verso l’Oriente. Andò in India e in Giappone, mentre non riuscì a raggiungere la Cina. Sarà poi padre Matteo Ricci a entrare in Cina, per questo Francesco Saverio è considerato il precursore di Ricci». L’operatore del Museo diocesano di Ancona ha anche spiegato che «Sebastiano Conca, pittore originario di Gaeta, fu maestro e grande amico di Luigi Vanvitelli. Fu proprio Vanvitelli a volere quest’opera per la Chiesa del Gesù. Quindi è un’opera molto importante, legata alla rinascita e alla ricostruzione di questa chiesa nel corso del Settecento».
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