Nuovi parroci alle parrocchie di San Gaspare del Bufalo ad Ancona e a San Sabino e alla Sacra Famiglia ad Osimo

Dall’arcivescovo Angelo sono stati presentati i nuovi parroci alle parrocchie di San Gaspare del Bufalo ad Ancona nella persona di don José Da Cruz Botelho Pereira, e dei fratelli don Sauro e PADRE Sandro Barchiesi alle parrocchie di San Sabino e Sacra Famiglia ad Osimo.
Momenti toccanti di preghiera, ma anche di grande commozione. L’arcivescovo nelle rispettive parrocchie ha illustrato ai fedeli i motivi dei cambiamenti e ha invitato a seguire Gesù il Buon Pastore che ha dato la vita per il suo gregge. Alcune persone, a nome della comunità, hanno dato il saluto ai parroci che hanno lasciato e dato il benvenuto a quelli che iniziano la nuova esperienza pastorale, in un clima di grande serenità e corresponsabilità. Sono intervenuti per i saluti don Josè, don Sandro, don Sauro e don Andrea Accivile che lasciando le parrocchie di san Sabino e della Sacra Famiglia va alla parrocchia della Santissima Trinità di Osimo e Rettore della concattedrale. Presente anche p. Benny, caracciolino, che continuerà il suo servizio di vice parroco a San Sabino e alla Sacra Famiglia insieme al diacono Marcello Ravagnoli. L’arcivescovo ha invitato tutti a pregare per le vocazioni affinché non manchino mai nella Chiesa sacerdoti secondo il cuore di Dio. Ha poi tenuto a sottolineare il compito del sacerdote nelle parrocchie: di essere configurato a Cristo Buon Pastore: Il sacerdote non agisce in nome proprio, ma in persona Christi capitis (nella persona di Cristo capo), rispecchiandone la mitezza, la compassione e l’amore universale.
Di essere vicino al popolo: il pastore non sta chiuso in una fazione o isolato, ma è in mezzo al suo gregge, per conoscerne i bisogni, le ferite, le speranze e chiamare le persone per nome. La preghiera e l’Eucaristia al centro della sua vita: La fonte del ministero è l’unione profonda con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la celebrazione dell’Eucaristia, che impediscono al prete di ridursi a un mero “funzionario del sacro”. Testimone di tenerezza e misericordia: Chiamato a essere artigiano di pace, di riconciliazione e di unità, riflettendo il Cuore trafitto di Gesù. Consapevolezza della propria fragilità: Pur essendo rivestito di un compito grande e “divino”, il sacerdote resta un uomo fragile e umano, bisognoso della misericordia divina e della preghiera dei fedeli.

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