Solenne Veglia Pasquale nella Cattedrale di San Ciriaco, presieduta da Mons. Angelo Spina

L’Arcivescovo Angelo Spina ha presieduto la solenne Veglia Pasquale nella Cattedrale di San Ciriaco, durante la quale due persone adulte hanno ricevuto il battesimo e i fratelli e sorelle del cammino neocatecumenale della parrocchia Santa Maria Liberatrice di Ancona, con le loro vesti bianche, hanno rinnovato le promesse battesimali. La veglia ha avuto inizio sul sagrato della Cattedrale con l’accensione e la benedizione del fuoco, da cui è stato acceso il cero pasquale, che poi è stato portato processionalmente in chiesa. Durante la processione è stata proclamata La luce di Cristo e, all’arrivo al presbiterio, il cero è stato incensato ed è stato proclamato l’annuncio pasquale, l’Exultet. La liturgia della Parola ha ripercorso con alcune letture dell’Antico Testamento gli eventi principali della storia della salvezza, dalla Creazione del mondo, passando attraverso la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, fino alla promessa della Nuova Alleanza. L’Epistola ha proclamato la vita nuova in Cristo risorto e nel Vangelo è stato ricordato l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al sepolcro la mattina di Pasqua. È seguita la liturgia battesimale, nella quale tutti i fedeli hanno rinnovato le promesse del proprio battesimo. Violeta Dedaj Iacono e Blerina Capo hanno ricevuto il battesimo, mentre i membri del cammino neocatecumenale, dopo aver camminato tanti anni insieme e aver concluso l’itinerario di formazione di iniziazione cristiana, hanno rinnovato con solennità le promesse battesimali.

L’omelia dell’Arcivescovo Angelo Spina

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto”, sono le parole che le donne recatesi al sepolcro, al mattino presto, si sentono dire da due uomini in abito sfolgorante, come abbiamo ascoltato dal Vangelo. È la più bella e più buona notizia che sia stata portata all’umanità. Cristo nostra Pasqua è risorto, è vivo, è il vivente. Ha vinto la morte. La risurrezione di Gesù non è un semplice ritorno alla vita terrena, ma è la vittoria sulla morte per sempre, definitivamente. La morte è andata da Gesù per divorarlo, per corrompere il suo corpo di carne, ma lì ha trovato Dio che l’ha ingoiata, vinta e annientata. Con la risurrezione di Cristo la morte non è più la fine di ogni cosa. C’è per noi una speranza viva e questa speranza non è qualcosa, ma qualcuno, è Cristo Risorto. La resurrezione di Cristo ha effuso nel mondo il profumo della vita. Dal momento che la morte non ha più potere su Gesù, non lo ha più neppure su di noi, che battezzati in Cristo apparteniamo a lui. La pasqua cristiana è proprio questo, il passaggio dalla morte alla vita del Signore Gesù. Il significato della parola “pasqua” è precisamente quello di passaggio. Lo era per gli ebrei e lo è per i cristiani, come abbiamo ascoltato dal preconio pasquale: «Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell’Egitto, e li hai fatti passare attraverso il Mar Rosso». Questo passaggio avviene per noi attraverso l’acqua del battesimo: «O Dio…ciò che hai fatto con la tua mano potente per liberare un solo popolo dall’oppressione del faraone, ora lo compi attraverso l’acqua del battesimo» (dalla Liturgia).

In questa notte noi rinnoviamo le promesse battesimali, lo faranno con solennità i fratelli e sorelle del cammino neocatecumenale della parrocchia di Santa Maria Liberatrice in Ancona e prima di ricevere il battesimo: Violeta Dedaj Iacono e Blerina Capo. Con il sacramento del Battesimo, l’uomo fatto, a immagine di Dio, viene lavato dall’acqua e dallo Spirito Santo e rinasce come nuova creatura, raggiunge la libertà perfetta venendo chiamato dalla nativa fragilità alla vita nuova nel Cristo risorto.  Con il battesimo noi veniamo immersi nel nome del Padre. Diveniamo così suoi figli, rivestiti di amore e di dignità e questo non per merito, ma per grazia. Veniamo immersi nel nome del Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, morto sulla croce per i nostri peccati, che ci ha lavato con il suo sangue, e ha vinto la morte risorgendo. Uniti a lui noi veniamo salvati, perdonati, diventiamo figli adottivi di Dio. Siamo di Cristo e perciò cristiani. Con il sacramento del battesimo veniamo immersi nel nome dello Spirito Santo che è Signore e dà la vita. Così liberati dai fermenti dell’antico peccato, siamo trasformati in “nuove creature”, a “immagine del Signore Risorto”. Liberati dalla corruzione del peccato, ci rinnoviamo pienamente del suo Spirito. Infatti siamo stati rigenerati nello Spirito. Ciò significa non solo essere ristabiliti nella dignità perduta a causa del peccato, ma essere innalzati al di sopra della dignità delle origini. Se uno non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio. Lo Spirito Santo ricevuto nel battesimo ci santifica. Entriamo così da battezzati a far parte della Chiesa e celebriamo l’Eucaristia con lo sguardo rivolto a Cristo, il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo, è lui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita.

Rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, riceviamo nell’eucaristia il Signore Gesù, Pane di vita eterna. La celebrazione di questi misteri porta nella nostra vita frutti nuovi e buoni.  Gesù ha detto: «Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto» (Gv 15,5). Perciò noi, nutriti con i sacramenti pasquali, chiediamo al Signore di poter crescere nella comunione del suo Spirito e nell’amore dei fratelli. Chiediamo il dono dell’unità e della pace, chiediamo di essere perseveranti nell’amore del Signore, di essere in mezzo a tutti gli uomini operatori di quella pace che Cristo ci ha lasciato in dono, di edificare la Chiesa con la testimonianza della vita. Di fronte ai mali che attanagliano il mondo, anche noi a volte siamo tentati di essere presi dallo scoraggiamento e dalla paura, di non sapere più chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, e così siamo portati a leggere gli avvenimenti della storia con i soli criteri umani. La fede nel Cristo risorto ci fa guardare oltre con fiducia, speranza e carità operosa. La risurrezione di Cristo è per ciascuno e per tutti i credenti un’esplosione di luce, una esplosione dell’amore che scioglie le catene del peccato e della morte e non ci fa camminare nel buio perché il Signore Risorto è con noi tutti i giorni sino alla fine del mondo. Amen.

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