Visita pastorale a San Giuseppe Moscati: incontro con gli scout e i giovani dell’oratorio

Continua la visita pastorale nella parrocchia San Giuseppe Moscati. Mercoledì 22 aprile l’Arcivescovo ha incontrato i ragazzi scout Ancona 9, i giovani del dopo cresima e quelli dell’oratorio, insieme ai loro educatori. I giovani hanno raccontato le attività della parrocchia, dal centro estivo ai campiscuola, e alcuni hanno condiviso le loro esperienze al Giubileo dei giovani e al Giubileo degli adolescenti. L’Arcivescovo ha apprezzato l’impegno dei ragazzi e ha sottolineato che il mettersi a servizio dei più piccoli aiuta a crescere insieme e che le “alleanze educative” sono fondamentali.

Alla domanda su come si trovino in parrocchia, una ragazza ha risposto con semplicità: «Qui riesco ad essere me stessa». L’Arcivescovo ha richiamato il valore dell’amicizia vera, ricordando che «chi trova un amico trova un tesoro», e ha invitato i ragazzi a essere se stessi, senza maschere, a costruire relazioni sincere e autentiche.

Anche i capi scout hanno sottolineato la gioia dello stare insieme e quanto grandi e piccoli imparano gli uni dagli altri. Richiamando il fondatore dello scoutismo, Robert Baden-Powell, l’Arcivescovo ha ricordato l’impegno a lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato, diventando costruttori di pace in un tempo segnato da guerre e sofferenze.

Non è mancato un richiamo all’ecologia: piccoli gesti quotidiani, come non sprecare acqua o cibo, diventano segni concreti di responsabilità. Ancona, poi, con le sue 101 etnie, è stata indicata come esempio di convivenza. Ha invitato quindi i ragazzi ad avere rispetto per il creato e per gli altri, costruendo ponti e non muri.

L’Arcivescovo ha poi domandato come vedono i loro educatori e i ragazzi non hanno avuto dubbi: punti di riferimento, persone che donano tempo, che li accompagnano nei momenti difficili, «fari» capaci di guidare e di voler bene davvero. E soprattutto, figure che aiutano a staccarsi dal telefono per riscoprire relazioni vere e vita all’aria aperta.

L’incontro si è concluso con una preghiera per la pace, per la parrocchia e per tutte le famiglie. L’Arcivescovo ha affidato al Signore il cammino di questi giovani, chiamati a essere segno di speranza nel mondo di oggi, e li ha invitati a «costruire la loro vita sulla roccia che è Gesù Cristo. Non c’è amore più grande di questo».

In questi giorni, Mons. Angelo Spina ha incontrato anche il consiglio pastorale e quello per gli affari economici, i genitori dei bambini del catechismo, coloro che si occupano dell’accoglienza e della segreteria, i ragazzi del catechismo, il branco scout, i catechisti, gli educatori dell’oratorio, e il gruppo dell’abbraccio formato da donne che si ritrovano nei locali parrocchiali, condividono momenti di fraternità e realizzano gli addobbi per la chiesa. Un altro bell’incontro è stato quello con il gruppo della Lectio Divina, il gruppo liturgico, i ministri straordinari dell’Eucaristia e il coro. Inoltre l’Arcivescovo ha visitato gli ammalati, la comunità di reinserimento Sacripanti e la scuola dell’infanzia Gabbianella, e ogni sera ha celebrato la Santa Messa approfondendo il Credo.

Sono stati giorni di grazia, in cui ha invitato i fedeli ad andare avanti con entusiasmo, gioia, speranza. E ha dato alcune indicazioni: li ha invitati a mettere al primo posto la parola di Dio, al centro l’Eucaristia, a vivere la comunione e la carità, con una particolare attenzione alle persone più fragili e ai giovani. Ha inoltre sottolineato l’importanza di «camminare insieme, come indica il cammino sinodale. Chi cammina da solo arriva primo, ma chi cammina con gli altri arriva lontano».

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