Castelfidardo ha festeggiato i due santi patroni Vittore e Corona con la partecipazione di tanti fedeli, dei parroci della città del sindaco Ascani e delle autorità civili e militari. Pregando e cantando, i fedeli in processione, dopo aver percorso alcune strade della città, hanno raggiunto piazza della Repubblica, dove l’arcivescovo Angelo Spina ha recitato la preghiera ai santi patroni e ha benedetto la città con il reliquiario, contenente la reliquia di San Vittore. In chiesa l’Arcivescovo ha acceso dal cero pasquale la candela che ha consegnato al sindaco per accendere la lampada della pace. E’ seguita la celebrazione eucaristica. Durante l’omelia l’arcivescovo ha fatto un forte richiamo al tema della pace:<<Poniamoci una domanda: chi seguiamo? Gesù e il Vangelo oppure gli idoli del potere e del denaro? Il mondo ha scelto la potenza della ricchezza e il diritto della forza>>. Ha citato Papa Leone che in mattinata aveva parlato ai giovani alla Facoltà La Sapienza a Roma: «Non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune». L’Arcivescovo ha quindi invitato i fedeli a seguire l’esempio «dei santi martiri patroni che hanno scelto Gesù. Lui nel Vangelo ha detto: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. Prendere la croce è abbracciare il giogo dell’amore. Dobbiamo sostituire la parola croce con amore. Ed ecco: se qualcuno vuole venire con me, dice Gesù, prenda su di sé il giogo dell’amore, tutto l’amore di cui è capace, e mi segua. L’esito finale è “trovare vita”. Quella cosa che tutti gli uomini cercano, in tutti gli angoli della terra, in tutti i giorni che è dato loro di gustare: la fioritura della vita. Perdere per trovare. È la fisica dell’amore: se dai ti arricchisci, se trattieni ti impoverisci. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato». Al termine della Messa, il parroco don Giuseppe ha rivoto il ringraziamento a tutte le autorità e ai presenti per la partecipazione e l’impegno a costruire una comunità viva su solidi valori.
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