Dalla banchina San Francesco, nel porto di Ancona, un invito alla pace, alla fraternità e all’accoglienza, ricordando il messaggio sempre attuale del santo di Assisi. “Un mare di pace” è stato infatti il tema della 44ª edizione della Festa del Mare, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026).
Domenica 6 settembre è stata una giornata di preghiera e di festa che ha unito il tradizionale appuntamento della processione in mare, organizzata dall’Associazione Stella Maris, alla Santa Messa celebrata alla banchina San Francesco. Un luogo particolarmente significativo, perché proprio dal porto di Ancona Francesco partì nel 1219 verso la Terra Santa, durante la quinta crociata, come pellegrino di pace.
Da qui è iniziato il momento di preghiera, prima della tradizionale processione in mare. L’Arcivescovo Mons. Angelo Spina, il cappellano del porto don Dino Cecconi, il sindaco Daniele Silvetti, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale Mirco Carloni, il comandante della Capitaneria di Porto di Ancona, Ammiraglio Ispettore Massimo Seno, e le altre Autorità sono quindi saliti a bordo insieme alla statua della Madonna “Stella Maris“.
L’Arcivescovo ha invocato l’intercessione e la protezione di Maria per tutti coloro che svolgono sul mare la propria attività: i pescatori, i marinai, gli uomini e le donne della Capitaneria di Porto e delle forze dell’ordine, gli operai dei cantieri navali e quanti lavorano nei servizi portuali. Ha ricordato anche tutti coloro che hanno perso la vita in mare e, insieme al sindaco Daniele Silvetti, ha lanciato una corona d’alloro nelle acque del bacino portuale. Il gesto è stato accompagnato dal suono delle sirene delle tante imbarcazioni presenti, tra rimorchiatori, pescherecci, barche da lavoro e da diporto. L’Arcivescovo ha quindi benedetto i partecipanti e le barche, invitando tutti ad affidarsi a Maria, stella del mare.
SANTA MESSA ALLA BANCHINA SAN FRANCESCO
Al termine della processione, la festa è proseguita alla banchina San Francesco, dove erano stati allestiti il palco e un maxischermo per la Santa Messa presieduta da Mons. Angelo Spina. La celebrazione, animata dal Coro diocesano diretto dal M° Mauro Tabasso, compositore e direttore del Laboratorio del Suono del Sermig di Torino, è stata trasmessa in diretta da èTV Marche, con la conduzione del giornalista Maurizio Socci.
Tra le autorità presenti anche il Prefetto di Ancona Maurizio Valiante e il Questore Cesare Capocasa, insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili e militari e del mondo portuale. «È un piacere per me condividere questo momento con voi – ha detto l’Arcivescovo – in prossimità della banchina che, dal 2019, è stata dedicata a san Francesco, per ricordare gli ottocento anni della partenza da qui per la Terra Santa». Mons. Angelo Spina ha quindi ricordato il bassorilievo in bronzo collocato nella banchina, con la scritta “Ancona porta d’Oriente, via della pace“: «Colpisce questa scritta. Ancona porta d’Oriente, una città senza mura, una città aperta, via della pace».
Da qui la riflessione sull’accoglienza: «Le barriere più difficili da abbattere non sono sempre di pietra. A volte si trovano nello sguardo, o nella paura o nell’indifferenza. Il mare che ci circonda porta storie di dolore, di speranza e di ricerca. In una città senza mura, anche il cuore è chiamato ad aprirsi per accogliere. Per questo dobbiamo imparare il linguaggio della vicinanza, quello che si capisce più con le mani che con le parole».
Mons. Spina ha quindi richiamato il Cantico di frate Sole, nel quale San Francesco loda Dio per l’acqua, invitando a guardare il mare come un dono da ammirare e custodire: «Oggi diciamo grazie al Signore per il dono del mare. Ancona, porta d’Oriente e via della pace sappia essere sempre più città viva e accogliente». Da qui l’invito ad essere operatori di pace e a promuovere un’ecologia integrale, camminando nella «fratellanza umana e nell’armonia del creato».
MONS. ANGELO SPINA: «CUSTODIAMO IL NOSTRO MARE»
Al centro dell’omelia anche il tema della pace, che «non è un concetto astratto, ma una via fatta di gesti umili e quotidiani, che richiedono pazienza e coraggio», nella consapevolezza che «l’altro è sempre un fratello e mai un nemico». La pace, ha sottolineato Mons. Spina, «è una realtà disarmata e disarmante, umile e perseverante», che passa anche attraverso la cura del creato e la responsabilità di ciascuno. «Custodiamo il nostro mare!», ha esortato, ricordando che la Festa è anche occasione per ringraziare quanti ogni giorno si prendono cura del mare e delle persone e per «convertirci ad una sana ecologia del cuore».
L’Arcivescovo ha poi utilizzato l’immagine della barca per invitare ad affidarsi al Signore anche nelle difficoltà: «Se ospitiamo il Signore sulla nostra barca, possiamo prendere il largo. Con Gesù si naviga nel mare della vita senza paura».
Infine, ha rivolto lo sguardo alla Chiesa di Ancona-Osimo e alla sua vocazione all’accoglienza, chiamata ad avere «le porte aperte» verso chi arriva e ha bisogno di pane, di un tetto, di una lingua, di lavoro e di protezione, offrendo nello stesso tempo la testimonianza del Vangelo nel rispetto della coscienza e della libertà di ogni persona.
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