Mons. Angelo Spina è sceso anche in campo durante la visita pastorale nella parrocchia San Giuseppe a Candia, che si è svolta dal 12 al 17 ottobre. Ha incontrato i piccoli calciatori e gli allenatori della Polisportiva Candia Baraccola Aspio e ha giocato con i bambini, provando anche a segnare un gol. È stato uno dei tanti momenti che hanno caratterizzato una settimana ricca di incontri con le famiglie, i bambini del catechismo, gli anziani e le diverse realtà del territorio.
Dal 1982 la Polisportiva Candia Baraccola Aspio rappresenta un punto di riferimento per le famiglie del territorio. Ad accogliere l’Arcivescovo è stato Bruno Bufarini, presidente e uno dei fondatori della Polisportiva, che ha rivolto ai giovani calciatori un semplice augurio: «Io sono qua tutte le sere e mi diverto con loro. Crescete bene».
«È bello vedervi pieni di vita», ha detto Mons. Angelo Spina ai bambini del Candia Calcio, ricordando che «lo sport fa bene al corpo, alla mente e all’anima». L’attività sportiva, infatti, non favorisce soltanto la salute fisica e mentale, ma aiuta anche a crescere nelle relazioni. «Quando giocate e qualcuno cade e si fa male, vi fermate e vi avvicinate, perché dentro avete un’anima bella e generosa», ha spiegato l’Arcivescovo, sottolineando l’importanza di educare la propria anima e di non essere indifferenti verso gli altri. Ha poi invitato i ragazzi ad affrontare con serenità sia le vittorie sia le sconfitte: «Abbiamo vinto, gioiamo; abbiamo perso, ci rialleniamo». Perché una delle cose più belle dello sport è proprio quella di giocare insieme, in una squadra.
Rivolgendosi ai genitori, Mons. Angelo Spina ha sottolineato che i figli «hanno bisogno di meno sospensioni e più relazioni», mettendo in guardia dal rischio che le tecnologie li sospendano dalla realtà. Ha quindi ricordato l’importanza dello sport, che offre ai ragazzi l’opportunità di stare insieme, stringere amicizie e costruire relazioni. E ha invitato i genitori a essere presenti nella vita dei figli, dedicando loro tempo e attenzione.
Anche il parroco, don Stanislaw Kosiek, ha salutato i giovani calciatori, augurando loro di crescere bene e ricordando che il Signore li ama ed è sempre accanto a loro. L’incontro si è concluso con la preghiera dell’Ave Maria e la benedizione dell’Arcivescovo, prima di lasciare spazio a un momento di gioco sul campo da calcio, dove Mons. Angelo Spina ha provato anche a segnare un gol.
Durante la visita pastorale, Mons. Angelo Spina ha incontrato anche gli anziani della parrocchia, condividendo con loro un momento di ascolto e vicinanza. «Ogni giorno è un regalo che il Signore ci fa», ha ricordato l’Arcivescovo, incoraggiandoli ad andare avanti con fiducia e gratitudine.
Un altro momento significativo è stato l’incontro con i bambini del catechismo, le famiglie e i catechisti, durante il quale Mons. Spina ha risposto alle loro domande. «Come c’è una crescita fisica, c’è bisogno anche di una crescita umana e spirituale», ha sottolineato, invitando i genitori a riflettere sul dono della vita e sulla responsabilità di accompagnare i figli nel loro cammino.
«I genitori generano i figli, ma non li creano. Dio è il Creatore», ha spiegato l’Arcivescovo. «Prima di abitare il grembo della mamma, i figli hanno abitato l’amore di Dio e quell’amore è passato attraverso i genitori». Da qui l’invito a prendere coscienza della grande responsabilità affidata alle famiglie: «Non basta averli dati alla luce, bisogna far loro luce». Una responsabilità che non si esaurisce nel provvedere ai bisogni materiali, ma comprende anche la crescita spirituale e la trasmissione della fede.
Mons. Angelo Spina ha quindi rivolto ai genitori alcune domande: «Ai vostri figli cosa volete trasmettere? Qual è l’eredità che volete lasciare loro?». Ha ricordato che uno dei doni più importanti è proprio la fede, che non si trasmette soltanto con le parole, ma soprattutto con l’esempio, vivendola. Ha quindi invitato i genitori a non preoccuparsi soltanto delle attività, dei risultati e del benessere materiale dei figli, ma a prendersi cura anche della loro vita spirituale. «I genitori insegnano l’alfabeto della fede, poi li portano nella comunità cristiana, che insegna loro la grammatica», ha spiegato, sottolineando l’importanza della collaborazione tra famiglia e parrocchia.
Mons. Angelo Spina ha poi rivolto alle famiglie una domanda: «Qual è la cosa più importante che un genitore deve fare per un figlio?». «Esserci, insegnare il rispetto, educare», hanno risposto alcuni genitori. L’Arcivescovo ha quindi sottolineato che la cosa più importante è l’amore tra i genitori: «La mamma deve amare il loro padre e il padre deve amare la madre». I figli, infatti, hanno bisogno di vedere questo amore, perché «quando lo vedono, questo amore si scrive dentro e se lo portano per la vita».
Mons. Angelo Spina ha anche ricordato le fragilità che oggi attraversano tante famiglie, sottolineando che ogni figlio deve sentirsi amato, anche quando i genitori si separano. «Ci può essere un ex, ma non esistono ex figli», ha affermato, invitando i genitori a non parlare male l’uno dell’altro davanti ai bambini e a non far mai mancare loro l’amore di cui hanno bisogno.
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