Il cammino diocesano di formazione dei catechisti, avviato due anni fa, ha dato i suoi primi frutti. In alcune parrocchie si stanno sperimentando nuove modalità di catechesi, che vedono protagonisti non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, chiamate a partecipare attivamente al percorso di iniziazione cristiana.
Queste esperienze sono state presentate durante l’incontro diocesano dei catechisti nella Cattedrale di San Ciriaco con l’Arcivescovo, che ha riflettuto sul ruolo del catechista e sulle sfide dell’annuncio del Vangelo in un tempo segnato da profondi cambiamenti culturali e sociali. Citando l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco, ha ricordato che «la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia».
L’Arcivescovo ha sottolineato la necessità di una Chiesa sempre più missionaria, kerigmatica, comunitaria ed esperienziale, capace di proporre un percorso a tappe di catecumenato, non soltanto per i bambini, ma anche ai giovani, agli adulti e alle famiglie. «Il mondo è cambiato – ha affermato – e serve un nuovo modo di annunciare il Vangelo. Occorre trovare linguaggi, modalità e strumenti creativi per raggiungere le persone e accompagnarle all’incontro con Cristo».
Riprendendo ancora l’Evangelii Gaudium, Mons. Angelo Spina ha ricordato che in forza del Battesimo ogni cristiano è un discepolo missionario: «Non esistono spettatori nella Chiesa. Non possiamo comportarci come Ponzio Pilato dicendo: “Ci penserà qualcun altro”. Ognuno di noi è chiamato a testimoniare il Vangelo e a mettersi al servizio della Chiesa».
Ampio spazio è stato dedicato al ministero del catechista, che affonda le proprie radici nelle origini della Chiesa. Citando San Paolo, l’Arcivescovo ha ricordato che i “maestri” di cui parla l’Apostolo sono proprio i catechisti, chiamati a insegnare e a lasciare un segno nella vita delle persone. Richiamando la lettera apostolica Antiquum Ministerium di Papa Francesco, con la quale è stato istituito il ministero del catechista, ha ricordato che questo servizio richiede «uomini e donne di profonda fede e maturità umana, che abbiano un’attiva partecipazione alla vita della comunità cristiana, che siano capaci di accoglienza, generosità e vita di comunione fraterna, che ricevano la dovuta formazione biblica, teologica, pastorale e pedagogica per essere comunicatori attenti della verità della fede».
Ha inoltre fatto riferimento al discorso pronunciato da Papa Leone XIV all’82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, il 28 maggio scorso, nel quale il Santo Padre ha richiamato la necessità di una rinnovata attenzione all’iniziazione cristiana, che non può essere pensata solo come preparazione ai Sacramenti.
Da qui l’invito a non misurare la fecondità della Chiesa con i criteri del numero, della visibilità o dell’influenza sociale. Come ha detto Papa Leone, «dobbiamo avere il coraggio dell’essenziale. Il coraggio di comunità meno preoccupate di conservare tutto e più libere di annunciare Cristo. Il coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana. Il coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo. Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri».
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’ascolto di alcune esperienze concrete già avviate nelle parrocchie. I catechisti della parrocchia di San Biagio di Osimo hanno parlato degli incontri organizzati con le famiglie nelle loro case, con piccoli gruppi composti da genitori e figli. Gli incontri, preparati seguendo le indicazioni emerse dal percorso di formazione diocesano, hanno previsto momenti di gioco, gesti simbolici, riflessione sul Vangelo, condivisione e preghiera. Accanto agli incontri familiari sono stati proposti anche momenti dedicati esclusivamente ai genitori, che hanno favorito relazioni profonde e un clima di fiducia e accoglienza. Per i bambini della seconda elementare è stata inoltre proposta una catechesi più esperienziale: seduti a terra attorno a una candela posta al centro come segno della presenza di Gesù, con ampio spazio al gioco, all’ascolto e alla preghiera finale.
Anche i catechisti della parrocchia di Agugliano hanno condiviso la loro esperienza, avviata da alcuni anni. Una volta al mese le famiglie partecipano insieme alla Messa e si ritrovano poi in oratorio per una cena conviviale. Parallelamente è stato introdotto un nuovo metodo di incontro con i ragazzi, ispirato al percorso proposto da don Francesco Vanotti. Attraverso immagini, brani evangelici, giochi e momenti di dialogo, bambini, ragazzi e genitori hanno condiviso esperienze, emozioni e riflessioni alla luce della Parola di Dio, in un clima semplice e familiare che favorisce l’ascolto reciproco e la partecipazione.
Al termine dell’incontro, don Sauro Barchiesi, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, ha presentato il terzo anno del percorso di formazione per i catechisti 2026-2027. Dopo il primo anno con don Emanuele Piazzai, dedicato alla conversione della catechesi, e il secondo anno con don Francesco Vanotti, che ha proposto un percorso laboratoriale orientato a un’iniziazione cristiana a misura di famiglia, il nuovo anno formativo prevede un workshop dal 18 al 20 settembre 2026 e quattro incontri di approfondimento, sempre accompagnati da don Francesco Vanotti.

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