2016/09/12: INIZIA LA SCUOLA

Arcivescovo Edoardo Menichelli

Arcivescovo Edoardo Menichelli


Carissimi,
in questa nostra comunità ecclesiale, impastata con la realtà sociale e culturale c’è una felice combinazione: la festa liturgica di san Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti che coincide con l’inizio dell’anno scolastico.
Questa coincidenza mi aiuta nel proporre il mio saluto e il mio augurio a quanti sono impegnati nel mondo della scuola, nella comune consapevolezza che alla persona umana vadano offerti gli elementi utili per una sua crescita armoniosa e ricca di bene.
Voglio essere capito: è necessario unire alla cultura che ha arricchito la storia e ha proposto raggiungimenti significativi per la dignità della persona umana, quella sapienza più profonda che aiuta a oltrepassare la fenomenologia del tempo e a conoscersi interiormente al fine di dare risposte alle questioni più intime e personali che ognuno custodisce nel mistero del suo esistere.
A motivo di ciò affido il mondo della scuola alla protezione di san Giuseppe da Copertino, uomo culturalmente non eccellente, ma spiritualmente sapiente.
La scuola è un dono e un compito per la storia civile di un popolo. Essa è conoscenza, incontro, sguardo fecondo sulla storia e per la storia, misura della qualità sociale e vocazione verso nuovi orizzonti della conoscenza del sapere.
La scuola è messa nelle mani di tutti, con diverse responsabilità. La scuola non è confinabile mai nella tentazione della delega come se essa dovesse rispondere da sola a questioni che invece ricadono sotto la responsabilità collettiva.
È triste come ogni anno la scuola sia sottoposta e diventi oggetto di discussioni e problematiche che ne disturbano la vita e non consentono di avere quel corresponsabile amore verso di essa.
A questo riguardo sento il dovere morale di invitare tutti a cedere personali interessi e far crescere l’amore verso la scuola.
La scuola – come altre volte ho scritto – è un luogo e un tempo di fatica e di impegno. È però anche luogo di rispetto delle varie professionalità che lì si incrociano.
Chi c’è al centro della scuola?
La risposta è semplice: le nuove generazioni e il futuro della società. Se così è, quanti varcano la soglia della scuola devono mentalizzarsi su ciò, cercando di dare il massimo di se, sia nell’apprendimento, sia nell’insegnamento.
Non finirò mai di ricordare e di riproporre la scuola come un luogo e un ambiente ricco di sacralità.
La persona umana è fatta a immagine e somiglianza di Dio e ogni persona deve apprezzarsi in questa visione e deve essere aiutata a riconoscere il timbro di Dio nella sua vita.
In questo senso la scuola é luogo sacro, perché essa deve contribuire a far sviluppare la libertà, la conoscenza, la ricerca della veritá, la fraternità e quanto aiuta a vivere nella serenità e nel dislogo fruttuoso.
Invito tutti ad amare la scuola, ad appassionarsi per essa e a renderla attrattiva e gioiosa.
Abbraccio con tenerezza di padre tutti, in particolare quanti per la prima volta varcano la soglia della scuola e muovono i primi passi verso una responsabilità sociale e di crescita umana.
La scuola sia un luogo amico per tutti.
Card. Edoardo Menichelli