Pellegrinaggio Crocette-Loreto: “Con Maria impariamo a stare sotto la croce”

Con il rosario tra le mani e lo sguardo rivolto alla Santa Casa, i fedeli hanno accompagnato la statua della Madonna dalla parrocchia Santissima Annunziata di Crocette fino al Santuario Lauretano, in occasione della diciannovesima edizione del pellegrinaggio Crocette-Loreto, svoltosi sabato 23 maggio e intitolato: “Con Maria impariamo a stare sotto la croce”.

Il pellegrinaggio è iniziato alle ore 17 e si è concluso nella Basilica di Loreto con la Santa Messa presieduta da Mons. Angelo Spina e concelebrata da alcuni sacerdoti dell’Arcidiocesi. Prima della partenza, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Castelfidardo Andrea Marconi ha salutato i pellegrini e Mons. Spina ha introdotto il cammino sottolineando che «il pellegrinaggio è per tutti un dono di grazia». L’Arcivescovo ha richiamato le sofferenze del tempo presente, segnato da guerre, crisi e dalla cultura dell’indifferenza, invitando però a guardare a Maria come modello di fede e di speranza: «Proprio in questo buio siamo invitati a metterci in cammino, portando le nostre angosce e le nostre speranze ai piedi della Santa Casa, luogo teologico dove il “sì” di Maria ha dato inizio alla nostra salvezza».

Richiamando il Vangelo di Giovanni “Stavano presso la Croce di Gesù sua madre…”, Mons. Angelo Spina ha ricordato come Maria sia rimasta fedele nel momento più doloroso della Passione: «Ai piedi della Croce, la Vergine non grida, non si lamenta: trasforma il dolore in amore, offrendo tutto al Padre». Una fede definita dall’Arcivescovo «una fiammella nella notte», capace di restare accesa fino all’alba della Risurrezione.

«Anche il nostro cammino di pellegrini – ha continuato – passa attraverso la croce, come ci ricorda Papa Francesco. È un cammino che richiede di portare con coraggio le incomprensioni, i pesi e le fatiche del vivere. Ma Maria è con noi, come lo è stata con Gesù: ella ci insegna che la fede, anche quando è una piccola luce nel cuore della notte, è il respiro che ci tiene vivi e ci guida verso la gioia. Camminiamo insieme, dunque, recitando il santo rosario. Contemplare il volto di Cristo con gli occhi e il cuore di Maria significa innalzare l’animo verso la vera speranza. Lei, “stella del mare”, brilla su di noi e ci orienta nella traversata della vita, conducendoci verso il Figlio».

Durante il cammino, i fedeli hanno quindi recitato il rosario e hanno pregato per tante intenzioni chiedendo l’intercessione di Maria. Cantando e ascoltando una riflessione tratta dalla lettera pastorale dell’Arcivescovo “La croce di Cristo, nostra unica speranza“, hanno meditato sulla fede di Maria che rimane sempre accanto al Figlio, anche nel momento più doloroso della Passione: «Nel buio più fitto stava lì fedelmente presente al piano di Dio. Dall’alto della croce accoglie le parole del Figlio suo Gesù: “Donna, ecco tuo figlio!” Sente le parole rivolte al discepolo Giovanni: “Ecco tua Madre!” e da quel momento diventa la madre nostra nel dolore. Ai piedi della croce la Vergine Madre soffre e tutto offre a Dio. È lì a fare la sua volontà».

Giunti al Santuario di Loreto, i pellegrini hanno partecipato alla celebrazione eucaristica nella Basilica della Santa Casa. Nell’omelia, Mons. Angelo Spina ha sottolineato che «Maria è la credente perché si fida di Dio, si affida e confida in Dio», ricordando il suo “sì” non solo all’Annunciazione, ma anche sotto la croce: «Davanti alla pietra che chiude l’ingresso della tomba è finita ogni speranza umana. Maria però non dispera, ha nel cuore viva la speranza fondata sulla fede. La via di Gesù è quella dell’amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce. E questa croce, Lei l’ha portata! Quando è arrivata l’ora della passione di Gesù, la fede di Maria è stata una fiammella nella notte.

Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola, ma chiara, è stata accesa fino all’alba della Risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia. La Pentecoste, che oggi celebriamo, con lo Spirito Santo che scende sugli apostoli e sulla Chiesa, è la festa della gioia. Uno dei frutti dello Spirito Santo è proprio la gioia».

L’Arcivescovo ha quindi invitato tutti a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per diventare costruttori di pace, a partire dalle famiglie: «Siamo chiamati ad essere artigiani di pace innanzitutto a casa. La statua della Madonna di Loreto che abbiamo portato nel cammino è stata messa su una cornice che sembra una casa. Le nostre case siano case di pace, ciò è possibile con il perdono. Invochiamo lo Spirito Santo per essere artigiani di pace».

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