Ancona rinnova il suo affidamento alla Madonna di Tutti i Santi: “Sotto il suo sguardo troviamo speranza”

Nella Cattedrale di San Ciriaco la solenne celebrazione presieduta dall'Arcivescovo Angelo Spina. Il ricordo del miracolo degli occhi della Vergine e della sua presenza materna nei momenti più difficili della storia della città.

La Cattedrale di San Ciriaco si è riempita ancora una volta di fedeli per celebrare la festa della Madonna di Tutti i Santi, una delle ricorrenze più care agli anconetani, che da oltre quattro secoli riconoscono nella Vergine un punto di riferimento sicuro, una madre che accompagna il cammino della città e ne condivide le gioie, le fatiche e le prove.

Le origini di questa profonda devozione affondano nel 1615. La tradizione racconta che il marinaio Bartolo, mentre era in mare con il figlio, fu travolto da un’onda improvvisa che trascinò il ragazzo al largo. Disperato, invocò l’intercessione della Madonna. Poco dopo un’altra onda riportò miracolosamente il figlio tra le sue braccia. Per riconoscenza, il marinaio donò al primo porto in cui approdò in salvo l’immagine della Vergine che portava con sé. Quell’approdo fu Ancona e quell’icona, custodita nella Cattedrale, divenne da allora oggetto di una devozione che non si è mai interrotta.

A questa storia si unisce il prodigio che ha segnato in modo indelebile la memoria della città. Il 25 e 26 giugno 1796, l’immagine della Madonna aprì e mosse gli occhi davanti a una folla immensa di fedeli. Un evento straordinario che si ripeté fino al febbraio dell’anno successivo e che fu interpretato dal popolo come un segno della presenza vigile e materna di Maria.

Nell’omelia l’Arcivescovo mons. Angelo Spina ha ricordato come quello sguardo continui ancora oggi ad accompagnare Ancona. «Sono occhi che guardano, occhi che si posano con amore sul loro popolo», ha detto, richiamando i tanti momenti nei quali la città ha sperimentato la vicinanza della Vergine: le guerre mondiali, il terremoto del 1972, la frana dell’Aspio e, più recentemente, la pandemia. Durante il Covid, ha ricordato l’Arcivescovo, ogni domenica la celebrazione eucaristica trasmessa dalla Cattedrale raggiungeva le case di tanti fedeli impossibilitati a partecipare di persona, mantenendo viva la comunione della Chiesa sotto lo sguardo della Madre.

Mons. Spina ha poi invitato i presenti a contemplare Maria attraverso le pagine del Vangelo. La Vergine canta il Magnificat, riconoscendo che è Dio il protagonista della storia e che ogni grandezza nasce dall’umiltà e dall’abbandono fiducioso alla sua volontà. Sul Calvario, infine, Gesù affida Maria al discepolo amato con le parole: «Donna, ecco tuo figlio», e a Giovanni: «Ecco tua madre». In quel gesto, ha sottolineato l’Arcivescovo, ogni credente riceve Maria come madre e sperimenta la sua continua protezione.

La festa della Madonna di Tutti i Santi continua così a rappresentare molto più di una ricorrenza religiosa. È la memoria viva di una città che, nelle prove come nei giorni della serenità, continua ad alzare lo sguardo verso quella Madre che da secoli veglia sui suoi figli. Un legame fatto di fede, di storia e di gratitudine che attraversa le generazioni e rinnova la certezza che, sotto lo sguardo di Maria, nessuno cammina mai da solo. (p.s.)

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