Prima dello spuntar del sole da Numana sono partiti tre traghetti per portare altre 400 persone alla spiaggia delle due Sorelle, nel cuore della riviera del Conero. E’ un appuntamento che si ripete da anni, promosso dal parroco don Michele Marchetti. Giunti a riva, le centinaia di passeggeri hanno sostato per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Angelo. L’Arcivescovo, ricordando gli ottocento anni dalla morte di san Francesco, cantore del creato, ha invitato a lodare Dio per il dono della terra, dell’acqua, del sole, di tutte le creature e a ringraziarlo per il dono della vita e della salvezza. Don Michele ha salutato le numerose persone assiepate sulla spiaggia che hanno potuto gustare un momento di grazia immerse nella natura allo spuntar del sole con il respiro delle onde del mare, l’alito del vento, la vegetazione, sotto lo sguardo delle “due sorelle”. I canti sono stati animati dalle suore. Di seguito viene riportata parte dell’omelia dell’arcivescovo: “Il vangelo di questa domenica riferisce di alcune domande che Gesù pone: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». La risposta è bellissima, ma incompleta: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Gesù non si sofferma oltre su ciò che dice la gente, Egli sa che la verità non risiede nei sondaggi d’opinione. Ed ecco allora la grande domanda: «Ma voi, chi dite che io sia?». Preceduta da un “ma”, perché nessuno deve accontentarsi di parole di altri. Per seguire Gesù bisogna rispondere a questa domanda: ma tu chi dici che io sia? Il vangelo costringe a non accettare nulla come scontato o risaputo. La domanda che Gesù pone aspetta una risposta personale, come a dire: tu, con il tuo cuore, la tua forza, la tua esperienza, il tuo peccato, tu, cosa dici di Gesù? E qui non servono studi, letture o formule di catechismo, ciascuno deve dare la sua risposta. Ma dire non basta, perché possiamo essere facilmente specialisti di parole. La vita non è ciò che si dice della vita, ma ciò che si vive della vita. E di Gesù Cristo non conta ciò che dico di Lui, ma ciò che vivo di Lui: «Non chi dice Signore, Signore! Entrerà nel regno … (Mt7,21). Il cristianesimo non è una dottrina o una morale, ma è il rapporto personale che si ha con Gesù, il Signore, che va amato come lui ci ama. Cristo non vuole persone mediocri al suo seguito! Oggi Cristo si serve della nostra fede in lui per costruire la Chiesa: grande è la nostra responsabilità! Grande sia il nostro impegno!
Al termine Don Michele Marchetti ha ringraziato i presenti e li ha invitati a risalire sui traghetti dove è stata offerta una abbondante colazione. E’ stato un momento ricco di fraternità, di fede, di preghiera e di condivisione, in un luogo dove la natura presenta tutta la sua bellezza e invita al rispetto e alla contemplazione. I partecipanti hanno sottolineato con un forte applauso l’iniziativa e il momento vissuto con la pace e la gioia nel cuore.
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