Progetto Policoro: lavoro, dignità e futuro per i giovani

Dopo diversi anni di sospensione, nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo si è riattivato il Progetto Policoro.

Ma cos’è questo progetto?

Il Progetto Policoro nasce nel 1995 proprio nella città di Policoro, in provincia di Matera, grazie a don Mario Operti, sacerdote convinto che la Chiesa dovesse porre attenzione e avere a cuore una grande questione: la disoccupazione giovanile. Attraverso l’animazione delle comunità territoriali, il progetto desidera portare una presenza evangelica nel mondo del lavoro, promuovendo una cultura fondata sulla dignità della persona e accompagnando i giovani nel cammino verso la propria vocazione professionale.

All’interno dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, l’équipe del progetto è formata da Alessio Giorgetti, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e del lavoro; Simone Breccia, direttore della Caritas; Fabiola Falappa, direttrice della Pastorale Giovanile; Francesca Virgini, animatrice di comunità del primo anno, insieme al tutor Arianna Burdo della Caritas.

In occasione del trentesimo anniversario del progetto, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti del Progetto Policoro il 21 febbraio 2026. Nel suo discorso, il Papa ha esortato a proseguire con speranza questo cammino che, già in tutta Italia, ha aiutato tantissimi giovani: «In trent’anni avete seminato un’immensa quantità di bene che vale la pena raccontare: giovani che si sono impegnati nel sociale e nella politica; vite che si sono rimotivate grazie al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa».

Nello stesso discorso, il Papa ha ribadito che i riferimenti che guidano i partecipanti all’interno del progetto sono quattro: il Vangelo, l’insegnamento sociale della Chiesa, la comunità e i “padri e le madri nello Spirito”, cioè quei santi e testimoni che, attraverso il loro impegno, hanno contribuito a un autentico rinnovamento sociale.

Il cammino nella nostra Arcidiocesi riprende dunque e prosegue con nuovi appuntamenti e nuove occasioni di incontro, nella consapevolezza che il lavoro possa essere davvero luogo di dignità, responsabilità e speranza.

 

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